La protesta si spegne, notte tranquilla ad Hong Kong

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A Hong Kong sembra essere tornata la calma. Da questa mattina vi è una sostanziale ripresa delle attività produttive grazie ad una parziale smobilitazione dei manifestanti pro democrazia, che protestavano contro la decisione di Pechino sulla scelta del prossimo Governatore nelle elezioni del 2017. Oggi le scuole sono state riaperte, le strade liberate e i pendolari sono tornati al lavoro. Dopo una settimana di barricate e scontri con la polizia, la cosiddetta “protesta degli ombrelli” non ha ottenuto alcuna concessione e i leader sono divisi sulle mosse da intraprendere per il prossimo futuro. Ieri, in serata, i rappresentanti della Federazione degli studenti hanno incontrato formalmente le autorità della città per cercare di trovare la strada per un negoziato. Il fronte della protesta si è comunque spaccato e sul campo a mantenere le posizioni sono rimasti solo i presidi a Causeway Bay e Mong Kok.

Gli studenti sembrano volere perseguire un obiettivo su tutti: le dimissioni dell’attuale governatore Leung Chun-ying. A tal scopo, hanno rinunciato a manifestare a oltranza liberando le strade e le entrate degli edifici amministrativi dopo il ponte della festa della Repubblica. La figura di riferimento è ormai la vice di Leung, Carrie Lam. Il Governatore le ha affidato un compito difficile, perché lui non si discosterà dalle decisioni di Pechino che sono irrevocabili e restano ferme a quello che è stato deciso il 31 agosto scorso dal verdetto dello Standing committee dello State Council che ha tolto a Hong Kong ogni speranza di suffragio universale entro il 2017. La posizione del Governatore è però tutt’altro che salda, potrebbe essere il Governo centrale a prendere decisioni e sostituire Leung pur di placare l’animosità dei manifestanti. Di sicuro, per ora, c’è solo che quella tra i giovani studenti di Hong Kong e il partito cinese rimane una battaglia impari dai frutti incerti.