La procurà accuserà di tortura 14 agenti

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:27

Sono 14 gli agenti dei Carabineros del Cile che saranno accusati formalmente per crimini di tortura nell'ambito delle manifestazioni che hanno colpito il Paese sudamericano dallo scorso 18 ottobre. E' quanto ha annunciato la procura dell'area orientale della regione metropolitana di Santiago

Cosa rischiano gli agenti

I 14 Carabinerso saranno formalmente accusati nei prossimi giorni e rischiano condanne da 5 a 10 anni di carcere. Le accuse nei loro confronti riguardano due episodi avvenuti a Nuñoa e La Florida, due comuni della città di Santiago, il 21 ottobre scorso. Il procuratore Manuel Guerra ha illustrato in dettaglio gli episodi per i quali sanno accusati gli agenti e ha anticipato che la procura chiederà per loro la prigione preventiva come misura cautelare

Gli episodi

Il primo episodio si è verificato la sera del 21 ottobre a Nuñoa ed è stato segnalato grazie ad alcune immagini televisive. “E' possibile vedere un gruppo di (12) funzionari delle Forze speciali aggredire una persona che stava manifestando dopo averla arrestata e picchiarla”, ha spiegato il procuratore Guerra, secondo quanto riportato dal sito Emol. L'uomo ha riportato un grave trauma oculare, la frattura del naso e di alcune costole, e la perdita di alcuni denti. Nello stesso giorno, e quasi allo stesso momento, a La Florida, “un minore di 16 anni, che era stato arrestato per violazione del coprifuoco, è stato brutalmente picchiato ripetutamente da due agenti di polizia”, ha spiegato il procuratore, sottolineando che le sue condizioni sono meno gravi dell'uomo picchiato a Nuñoa. “Il fatto che questi cittadini possano aver commesso un'infrazione non è una giustificazione per commettere questo tipo di atti eccessivi – ha dichiarato il procuratore – In quanto istituzione, riaffermiamo il nostro impegno per la protezione dei diritti umani“. Ora saranno i tribunali competenti a dover fissare una data per l'udienza di accusa”. 

Aumenta il reddito minimo

Le proteste in Cile sono iniziate quando il governo ha deciso di aumentare il prezzo del biglietto della metropolitana. Ma questa è stata solo la goccia che ha fatto traboccare il vaso, infatti, la popolazione protesta contro le mancate riforme sociali, che comprendono la salute, la scuola, le pensioni e il reddito minimo. Proprio nella giornata di oggi, il presidente cileno, Sebastian Piñera – al quale i manifestanti hanno più volte chiesto di dimettersi – ha firmato un disegno di legge che aumenta il reddito minimo garantito a 350 mila pesos mensili (circa 425 euro), come parte dell'agenda delle riforme sociali annunciate dall'esecutivo per rispondere all'ondata di proteste che ha infiammato il Paese. Il disegno di legge prevede che tutte le persone che hanno un reddito inferiore a 350 mila pesos e superiore al salario minimo di 301 mila pesos, ricevano un sussidio dello stato che permetterà al loro reddito di raggiungere il minimo di 350 mila pesos. 

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