Ivanka Trump e il mini-mailgate

ULTIMO AGGIORNAMENTO 2:03

Tira un'aria fastidiosa attorno a Ivanka Trump, figlia del presidente Donald e influente membro dell'entourage presidenziale: un vento di? Forse no, e tra l'altro al momento è solo accennato ma che, se il caso non rientra in fretta, rischia di trasformarsi nell'ennesima bagarre presidenziale. La “first daughter”, infatti, avrebbe parzialmente ripercorso “le orme” di Hillary Clinton, finendo per essere sospettata di aver utilizzato un indirizzo e-mail da un account personale per inviare messaggi di posta elettronica a collaboratori del persidente e a membri dello staff della Casa Bianca. Il timore, dopo che centinaia di mail con tali caratteristiche sarebbero state scoperte e diffuse da American Oversight, è che Ivanka possa trovarsi al centro di un mailgate perché, come spiegato dal Washington Post (il quale ha rivelato la scoperta dei messaggi), tale procedimento infrange il regolamento della Casa Bianca, secondo il quale non possono essere inoltrate mail da account personali ai vari funzionari.

La vicenda

Più nello specifico, Ivanka Trump avrebbe violato (qualora le e-mail diffuse da American Oversight si rivelassero rispondenti a queste caratteristiche) la norma del Presidential records act per gran parte del 2017, inviando mail da un account privato a numerosi funzionari del Gabinetto del presidente, a collaboratori della Casa Bianca e anche ad alcuni suoi assistenti. Il Pra, al contrario, richiede che tutte le comunicazioni e le registrazioni ufficiali della Casa Bianca siano conservate. Inevitabile, a questo punto, il paragone con il caso di Hillary Clinton e delle sue mail, finite col diventare un cavallo di battaglia di Trump e dei repubblicani durante le presidenziali del 2016. Ivanka, da parte sua, si è giustificata affermando di non conoscere tutti i dettagli del regolamento, assicurando al contempo che nessuna informazione riservata o di grande importanza è transitata dal suo account privato, né da quello di suo marito Jared Kushner. Va detto, inoltre, che la figlia del presidente Trump non ha utilizzato server esterni alla Casa Bianca (come invece accadde in occasione del mailgate di Clinton). Detto ciò, è inevitabile che, al netto delle dimensioni per ora contenute del caso, la questione possa aver causato un certo imbarazzo nello staff del Tycoon.

 

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