Israele, il premier Netanyahu: “Gerusalemme non è un insediamento”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 18:40

“Gerusalemme è la Capitale di Israele e non è un semplice insediamento”: con questa decisa affermazione, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha accolto Federica Mogherini, la responsabile della Politica estera dell’Unione europea, alla sua prima missione internazionale nella nuova veste. Secondo quanto riporta il Jerusalem Post, il leader israeliano ha anche negato che le colonie ebraiche oltre la Green Line siano deleterie per il processo di pace e ha definito “irresponsabile” l’invito di alcuni politici europei di procedere a un riconoscimento unilaterale dello Stato di Palestina.

“I quartieri dove vivono gli ebrei e dove stiamo costruendo sono nelle mani del governo israeliano da oltre 50 anni – ha detto il premier conservatore – Lo sanno tutti che quei territori resteranno parte integrante di Israele in qualsiasi accordo di pace. Respingo con forza – ha specificato Netanyahu – la falsa denuncia che questi insediamenti siano alla base del conflitto”. Il problema, secondo il leader israeliano, “non è il territorio, ma il diritto di Israele di esistere e il rifiuto di altri di riconoscerlo, indipendentemente da quali siano i confini”.

Il premier isreaeliano è espresso anche contro i politici europei che chiedono il riconoscimento della Palestina, seguendo l’esempio di Svezia e Gran Bretagna: Netanyahu li ha definiti “irresponsabili”. Non ci può essere, ha detto, “una situazione nella quale l’Europa riconosce uno Stato palestinese che non accetta Israele come Stato ebraico e non rispetta gli interessi della sicurezza israeliana”.

Arrivata oggi in Medio Oriente, Mogherini ha auspicato passi avanti politici per evitare una nuova escalation del conflitto tra palestinesi e israeliani, ma ha anche criticato il proseguimento della politica di colonizzazione di Israele nei territori palestinesi occupati. “Le nuove colonie sono un ostacolo ai nostri occhi – ha detto la diplomatica italiana – ma noi vediamo che vi sarebbe anche una volontà politica di riprendere le discussioni e in particolare di far sì che queste trattative producano dei risultati”. La visita di Mogherini in Medioriente, che durerà fino al 9 novembre: la missione prevede tappe a Tel Aviv, Gerusalemme, Gaza e Ramallah.

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