ISIS, ESECUZIONI IN EGITTO E IRAQ: TRA LE VITTIME ANCHE L’INGEGNERE CROATO RAPITO A LUGLIO

ULTIMO AGGIORNAMENTO 18:00

Delle nuove immagini choc sono state diffuse sul web dai jihadisti dell’Isis. Il filmato mostrerebbe la decapitazione di Tomislav Salopek, un cittadino croato che dallo scorso 22 luglio era ostaggio di un gruppo affiliato all’autoproclamato Califfato in Egitto. A riferirlo è l’agenzia Ap che ha precisato che le immagin sono state diffuse su diversi social con la didascalia “ucciso per la partecipazione del suo Paese alla guerra contro lo stato Islamico”. L’ingegnere croato era stato rapito lo scorso 22 luglio alla periferia occidentale del Cairo. Il 5 agosto era apparso in video diffuso dall’isis mentre, inginocchiato davanti a un jihadista con il volto coperto e un coltello in mano, riferiva le condizioni per il suo rilascio. “Se non verranno liberate le donne musulmane rinchiuse nelle carceri in Egitto entro 48 ore, i soldati di Wilayat Sinai mi uccideranno”.

Oggi l’organizzazione estremista egiziana, in cui sono confluiti circa 2 mila combattenti dopo aver giurato fedeltà al califfo Abu Bakr al Baghdadi, ha pubblicato su Twitter una foto della barbara esecuzione di Salopek con un testo in cui viene spiegato che l’uomo è stato giustiziato “dopo la scadenza dell’ultimatun e dopo che il suo Paese e il governo egiziano lo hanno abbandonato”.

Inoltre è anche stata diffusa la notizia della decapitazione i una studentessa universitaria nella provincia di Mosul, in Iraq. la donna era accusata di spionaggio a favore della coalizione militare guidata dagli usa. E’ il sito Al-Sumaria news che ha riportato la notizia, spiegando che la donna era accusata di fornire informazioni sui luoghi dove si trovavano i jihadisti dell’Isis. La giovane, secondo gli appartenenti al Califfato, era “più pericolosa dei raid della coalizione” in quanto avrebbe fornito le indicazioni per il bombardamento di circa 50 siti appartenenti al gruppo terroristico. Inoltre, secondo quanto riferito da alcune fonti, la studentessa sarebbe stata giustiziata davanti agli abitanti del quartiere di Josak a Mosul.

 

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