Iran, uranio nelle centrifughe: accordo appeso a un filo

ULTIMO AGGIORNAMENTO 13:22

Step numero quattro avviato in Iran, dove lo svincolo dagli impegni sul nucleare procede ormai a ritmo di carica. Il governo di Teheran lo aveva annunciato mentre a Parigi erano in corso trattative con il governo Macron per cercare soluzioni e, scaduto il termine concesso ai Paesi del 5+1, ha fatto sapere che il Paese ha iniziato a introdurre gas uranio nelle sue centrifughe, realizzando così la quarta operazione di sganciamento dall'accordo del 2015 e, di fatto, assestando un duro colpo a tutti i dialoghi in corso per scongiurare il naufragio totale dell'intesa raggiunta da Obama quattro anni fa. Anche questo lo aveva annunciato Teheran, specificando chiaramente che, qualora fosse stato attivato il quarto step, raggiungere un accordo per salvare il patto sul nucleare sarebbe stato decisamente più difficile.

L'escalation

Una mossa che, inevitabilmente, accresce le tensioni in Medio Oriente, al termine di un'estate estramamente calda sul fronte geopolitico, soprattutto nell'area del Golfo Persico, crisi praticamente parallela all'avviamento dello sganciamento di Teheran dall'accordo sul nucleare, azione di rappresaglia contro gli Stati Uniti di Trump che, rinunciando ai termini stipulati con Obama, ripristinava anche le sanzioni nei confronti dell'Iran. Una scelta che ha inasprito i toni e rotto un equilibrio già di per sé precario, spingendo il governo iraniano a riaprire il discorso dell'uranio, la cui produzione è stata incrementata come prima contromossa. L'invito ai Paesi del gruppo 5+1 (Stati Uniti, Cina, Russia, Regno Unito, Francia e Germania) era a trovare una possibilità di eludere le sanzioni (soluzione proposta ai partner europei, Parigi e Londra in primis) e far reggere perlomeno le basi dell'accordo del 2015. La sensazione è che mai come ora il tempo a disposizione sia rimasto poco, come peraltro confermato dal portavoce dell'agenzia atomica di Teheran, Behrouz Kamalvandi, secondo il quale “l’Iran ha la capacità di arricchire l’uranio ben oltre la soglia del 20%”. Avviso ai naviganti.

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