Iran, la lettera segreta di Obama a Khamenei: collaboriamo contro l’Isis

ULTIMO AGGIORNAMENTO 16:26

Una lettera segreta per l’ayatollah Ali Khamenei: è quella inviata da Barak Obama alla guida suprema iraniana qualche settimana fa. A rivelare l’indiscrezione è il Wall Street Journal: rivolgendosi al più potente leader religioso e politico del’Iran, il presidente americano ha scritto che la lotta agli jihadisti in Siria e Iraq è un percorso comune per entrambi i Paesi.

Dopo la diffusione della notizia, non c’è stata nessuna smentita da parte del portavoce della Casa Bianca: la missiva, inoltre, non sarebbe la prima inviata dagli Usa all’Iran. Secondo la stampa americana, infatti, sarebbero almeno quattro le lettere che Obama ha inviato a Khamenei da quando è presidente, anche se apparentemente non ha mai avuto una risposta diretta. Nel testo di qualche settimana fa, Obama però specifica: la collaborazione contro l’Isis è subordinata al raggiungimento degli accordi sul nucleare.

Malgrado le aperture di Obama, Khamenei non accenna a rispondere, né in veste ufficiale né informale: di recente, fra l’altro, ha nuovamente sollevato pesanti accuse contro Stati Uniti, Israele e Gran Bretagna, affermando che hanno “fortemente aumentato i loro sforzi per creare divisioni tra sciiti e sunniti” e hanno creato Al Qaeda e l’Isis “per far nascere divisioni e combattere contro la Repubblica Islamica”. Più volte inoltre il leader iraniano è anche apparso apertamente scettico sulle possibilità di un accordo sul programma nucleare di Teheran, e ancora di più su un sensibile miglioramento delle relazioni tra Iran e Stati Uniti.

Domenica prossima, il segretario di Stato Usa John Kerry vedrà il suo omologo iraniano Javad Zarif in Oman, dove si sono peraltro svolti i primi colloqui segreti che hanno permesso di dare il via ai negoziati: malgrado i recenti passi indietro da parrte delle due diplomazie, un accordo globale sul programma nucleare e un’eventuale collaborazione anti-Isis con Teheran rappresenterebbero un notevole successo per Obama.

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