Interviene Trudeau: “Nessun coinvolgimento”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 2:57

L'arresto di Meng Wanzhou, figlia del fondatore nonché la vicepresidente di Huawei, si è riversato come un colpo di martello sul colosso cinese delle telecomunicazioni ma, viste le motivazioni dell'arresto, anche sui rapporti bilaterali fra Cina e Stati Uniti. Anche per questo, nelle ultime ore, è intervenuto anche il primo ministro canadese Justin Trudeau, il quale ha cercato di smorzare la tensione finendo poi per prendere le distanze da quanto accaduto, spiegando che il suo governo non ha avuto ruoli nel fermo della dirigente cinese. La situazione, tuttavia, resta complicata: fra qualche ora avrà luogo l'udienza per la cauzione ma, allo stesso tempo, dal consigliere di Donald Trump per la Sicurezza nazionale, John Bolton, non sono arrivate dichiarazioni circa le motivazioni dell'arresto anche se, tuttora, l'ipotesi più accreditata resta quella della violazione delle sanzioni nei confronti dell'Iran.

L'incertezza

Il superfalco, nonostante non abbia fatto accenno alla questione Iran parlando con i giornalisti, ha però manifestato “enormi preoccupazioni” sulle pratiche commerciali delle imprese cinesi e sulle loro possibili operazioni come “armi” del governo cinese. Un clima di incertezza che ha avuto ripercussioni anche sull'andamento dei mercati, con i principali titoli europei (ma anche i listini asiatici) crollati ben oltre il segno meno. Nonostante l'apertura in calo, invece, a Wall Street i listini hanno chiuso in rialzo, guadagnando terreno a fine giornata.

L'indagine

Nelle ultime ore, secondo quanto riferito dai media degli Stati Uniti, sarebbero emersi alcuni dettagli sull'arresto di Meng Wanzhou, i quali parlerebbero di un fermo scaturito per far luce su un presunto uso del sistema bancario mondiale per eludere le sanzioni americane all'Iran, avvenuto durante un'indagine in merito, in particolare su Hsbc Holdings Plc (la quale però non è al centro di alcuna inchiesta). A quanto pare, non tanto Meng quanto l'intera azienda Huawei sarebbe finita al centro delle indagini della giustizia americana almeno da un paio d'anni.

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