Interferenze sul voto: Obama prepara le sanzioni contro Mosca

ULTIMO AGGIORNAMENTO 8:05

L’amministrazione Obama starebbe preparando una serie di misure punitive contro la Russia, accusata di aver eseguito attacchi informatici per interferire sulle ultime elezioni americane. A svelare le intenzioni della Casa Bianca è stato il Washington Post che ha citato fonti interne al governo uscente.

Il pacchetto

Il pacchetto dovrebbe essere varato entro la fine della settimana e comprenderà sanzioni economiche, la censura diplomatica e, sostengono gli informatori, cyber-operazioni segrete. Il giro di vite arriva al termine di settimane di dibattito all’interno della Casa Bianca su come rivedere l’ordine esecutivo del 2015 che concede al presidente l’autorità di rispondere ai cyberattacchi stranieri. L’ordine era stato annunciato da Obama come un successo, ma un esame attento ha spinto gli esperti ad affermare che cosi’ com’era scritto non poteva essere usato per l’hackeraggio della Russia e la sua ingerenza nelle elezioni. Da qui l’esigenza di rivedere l’ordine e limare il linguaggio usato, per far sì che anche il caso della Russia sia incluso. Una delle modalità allo studio è quella di dichiarare il sistema elettorale parte dell’infrastruttura critica degli Stati Uniti. L’obiettivo dell’amministrazione Obama è anche rendere difficile per il presidente eletto Donald Trump smantellare le possibili iniziative che saranno assunte. L’attuale amministrazione, prima del cambio della guardia, sembra insomma voler vanificare il tentativo di riallaccio delle relazioni con Mosca paventato dal presidente eletto.

La denuncia

Lo stesso Washington Post, dopo le Us Election, aveva denunciato le interferenze russe sul voto. Citando lo studio svolto da alcuni ricercatori indipendenti il quotidiano aveva illustrato la strategia usata per spingere la candidatura di Trump e affossare quella di Hillary Clinton. Tra i mezzi usati ci sarebbe stato anche quello legato alla diffusione di notizie false, provenienti da siti della destra radicale, che dipingevano l’ex First Lady come un’imbrogliona.

Propaganda online

I due team di studiosi avevano individuato più di 200 portali web che avevano rilanciato la propaganda russa durante le elezioni, attraendo almeno 15 milioni di americani su Facebook. Le storie propagate dalla disinformazone russa sono state condivise più di 213 milioni di volte. Alcuni di coloro che hanno fatto da cassa di risonanza erano parte integrante della propaganda, ma altri erano collaboratori inconsapevoli.

 

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