Il Wahington Post: negli Usa 86 persone con armi giocattolo uccise dalla polizia in due anni

ULTIMO AGGIORNAMENTO 1:11

Ottantasei persone con armi giocattolo sono state uccise dalla polizia negli Stati Uniti negli ultimi due anni. E’ quanto viene rivelato dall’inchiesta del Washington Post, “Fatal Force”, secondo la quale sia nel 2015 che nel 2016 quarantatré persone sono morte perché gli agenti hanno sparato non sapendo che impugnassero un’arma non vera. Il Post specifica anche che le 86 vittime fanno parte delle quasi duemila morte per mano della polizia dal 2015, ossia dal momento in cui il quotidiano americano ha cominciato a tracciare le sparatorie.

Secondo i dipartimenti di polizia, le armi giocattolo sono un problema che sempre più di frequente gli agenti si trovano a dover affrontare. “I nostri agenti – ha detto tempo fa in una conferenza stampa Kim Jacobs, capo della polizia di Columbus, Ohio, mettendo a confronto un’arma vera e una pneumatica – hanno in dotazione una pistola che sembra identica a quest’arma. Sembra come un’arma che può uccidere”. Secondo quanto riferito da Jacobs, è impossibile addestrare gli agenti ad identificare a distanza le armi false, per questo a loro non resta che ipotizzare che si tratti di armi vere.

Tra i casi più famosi di vittime a causa di armi fasulle c’è quello di Tamir Rice, 12enne ucciso dalla polizia nel 2014 in Ohio perché giocava in un parco con una pistola pneumatica. Gli agenti avevano risposto ad una chiamata che segnalava la presenza di un uomo armato. Citando gli esperti, il Post scrive anche che il mercato di armi pneumatiche è aumentato e gli sforzi per fermarne la produzione oppure per fabbricarle in modo da sembrare diverse da quelle vere sono falliti sia a causa della resistenza dei proprietari di armi sia della National rifle association, la lobby delle armi.

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