Il legale della Casa Bianca: “Non siamo preoccupati, nessun impatto su Trump”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:28

 “Non c'è alcuna vera preoccupazione” nello staff di Donald Trump. A parlare, in un'intervista al Corriere della Sera, è Ty Cobb, l'avvocato del presidente Usa per il Russiagate, dopo l'incriminazione di tre figure chiave della sua campagna. “Gli eventi di questi giorni – ha affermato – non sono legati al presidente, né hanno alcun impatto sulla Casa Bianca e sulla nostra continua cooperazione con il Procuratore speciale”.

Cobb ha poi precisato qual è il perimetro del suo mandato. “Il mio ruolo è diverso da quello dei tanti avvocati che rappresentano Mr. Trump personalmente; io rappresento la Casa Bianca. Il mio compito è di onorare e servire la Costituzione, non un individuo”. Quanto al rischio che il Russiagate indebolisca la presidenza, oltre che Trump stesso, Cobb ha spiegato: “E' una cosa molto spiacevole. Ci sono molte fake news. Trump è stato più duro con la Russia di Obama: ha imposto sanzioni, e dopo l'uso di gas chimici ha lanciato un attacco contro una base siriana anche se ospitava truppe russe. Ci sono prove crescenti che i russi abbiano contribuito a creare il falso dossier usato come prova delle collusioni russe. C'è grande isteria: basta quasi mangiare un'insalata russa per trovarsi sotto accusa. Ma non ci sono prove né ce ne saranno sulla teoria delle collusioni di Trump con i russi”.

L'apparente ottimismo di Cobb non sembra però condiviso dall'ex tycoon che, stando a quanto riportato dalla Cnn, avrebbe seguito con attenzione tutti i notiziari sul Russiagate, rimanendo per ore davanti alla tv. Trump sarebbe inoltre rimasto particolarmente sorpreso per i dettagli emersi riguardanti George Papadopoulos. Stando a quanto emerge da documenti depositati dall'ufficio del procuratore speciale americano Robert Mueller il volontario collaboratore della campagna per eleggere Donald Trump – che ha ammesso di aver mentito all'Fbi su contatti con rappresentanti russi – sta adesso collaborando in maniera “proattiva” con gli investigatori. Questo atteggiamento, secondo diversi esperti, può far pensare che Papadopoulos abbia registrato conversazioni, sia telefoniche sia di persona.

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