Il direttore di Cumhuriyet web condannato per terrorismo

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:30

Oguz Guven, direttore del sito web di Cumhuriyet, il quotidiano di opposizione laica al presidente Recep Tayyip Erdogan, diventato uno dei simboli delle minacce alla libertà di stampa in Turchia, è stato condannato a 3 anni e 1 mese di prigione per “propaganda terroristica“.

Tweet fatale

Il giornalista era sotto processo per la pubblicazione sull'account Twitter di Cumhuriyet di un post sulla morte sospetta – avvenuta in un incidente d'auto – del magistrato Mustafa Alper, che avviò la prima indagine contro la presunta rete golpista di Fethullah Gulen dopo il fallito putsch del 15 luglio 2016. Il tweet, che secondo l'accusa avrebbe suggerito una presunta correlazione tra il decesso del procuratore e le sue inchieste, era stato cancellato dopo 55 secondi. Il reporter, rilasciato a giugno dopo 32 giorni di detenzione cautelare, aveva inoltre sostenuto che era stato pubblicato “per sbaglio“.

Il processo

Per Cumhuriyet si tratta di un nuovo colpo, in attesa della sentenza del maxi-processo per “terrorismo” contro diversi suoi giornalisti e amministratori, tra cui il direttore attuale Murat Sabuncu – detenuto da 387 giorni – e il suo predecessore Can Dundar, riparato in Germania.

Accuse

Gli imputati sono accusati a vario titolo di legami con la presunta rete golpista di Fethullah Gulen, il Pkk curdo e il gruppo di estrema sinistra Dhkp/c e rischiano fino a 43 anni di carcere. La prossima udienza è fissata per il 25 e 26 dicembre. Secondo l'osservatorio per la libertà di stampa P24, i reporter attualmente detenuti in Turchia sono almeno 155, più che in ogni altro Paese al mondo.

Altri arresti

Quella di “terrorismo” è un accusa che il governo e la magistratura turca utilizzano sempre più spesso per motivare gli arresti. Nell'ultima settimana in 945 sono finiti in manette secondo quanto riferito dal ministero degli Interni. Come accade regolarmente dal colpo di stato fallito del luglio 2016, la maggior parte è sospettata di legami con la presunta rete gulenista. Altre 206 sono state invece arrestate in operazioni contro il Pkk curdo, durante le quali, sempre secondo Ankara, sono stati “neutralizzati” 58 militanti, di cui 45 uccisi. Detenuti anche 63 sospetti affiliati all'Isis e 10 a gruppi illegali di estrema sinistra. 

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