Il Consiglio d'Europa difende la Convenzione di Istanbul

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Porre fine alla violenza sulle donne non significa eliminare le tradizioni o le differenze sessuali“. È uno dei passaggi chiave della campagna che il Consiglio d'Europa ha deciso di lanciare in occasione della Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne per contrastare “le falsità che i gruppi conservatori hanno disseminato negli ultimi anni sulla sua convenzione per prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica” più conosciuta come convenzione di Istanbul.

Presa di posizione

A Strasburgo temono che la “falsa visione del trattato, soprattutto per quanto riguarda il concetto di 'genere' incluso nel testo” propagata da alcuni gruppi stia inducendo alcuni dei 47 Stati membri del Consiglio d'Europa a non ratificare la convenzione entrata in vigore già 4 anni fa.

La convenzione

Il testo è stato ratificato sinora da 33 Paesi, tra cui l'Italia. Ma 13 di questi l'hanno solo firmata e due, Russia e Azerbaijan, non hanno fatto neanche questo primo passo. Il Consiglio d'Europa ha quindi deciso di difendere apertamente il testo, siglato anche dall'Unione europea lo scorso giugno, attraverso un opuscolo con cui vuole esporre “false idee e dare la corretta interpretazione” di quanto afferma la convenzione e degli scopi che si prefigge. 

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