Il 30 aprile 2019 l'abdicazione di Akihito

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:43

Il 30 aprile 2019 l'imperatore giapponese Akihito lascerà il passo con un'abdicazione storica. Lo ha annunciato il primo ministro giapponese, Shinzo Abe. “Abbiamo deciso che l'attuazione (della speciale legge che consente all'imperatore di abdicare) debba essere il 30 aprile”, ha detto il primo ministro nipponico ai giornalisti, segnalando di essere molto commosso per la decisione presa dopo un incontro con l'agenzia imperiale per fissare la data. “Il governo farà ogni sforzo per assicurare che il popolo giapponese possa celebrare l'abdicazione dell'imperatore e la successione del principe coronato”, ha precisato Abe. Akihito, 83 anni, aveva espresso a sorpresa, in un discorso dell'estate dello scorso anno, il suo desiderio di cedere il trono al figlio maggiore, il principe Naruhito, 57 anni, citando l'avanzare dell'età come impedimento a svolgere appieno le sue funzioni.

L'annuncio

Nel suo discorso il vecchio monarca, a cui è vietato compiere gesti politici e fare riferimenti verbali alla vita istituzionale della nazione, aveva chiesto indirettamente al Parlamento di cambiare le leggi, facendo riferimento più volte alla Costituzione del dopoguerra e alla natura simbolica della monarchia moderna. Pur non usando la parola abdicazione, aveva affermato che, secondo la legge vigente, il principe ereditario avrebbe potuto servire come reggente se suo padre fosse troppo malato per farlo. Ma Akihito aveva spiegato di non voler essere un monarca che “continua ad essere imperatore fino alla morte“. Alludendo all'ultima transizione imperiale avvenuta quasi tre decenni fa – quando suo padre soffriva per un cancro all'intestino e il suo lento, doloroso declino era stato oggetto di intensa attenzione da parte del pubblico e dei mezzi di informazione – l'82enne monarca aveva detto di voler evitare una situazione in cui “la società arrivi a un punto morto” e le sue esequie distraessero dall'incoronazione del suo erede.

Un monarca vicino al popolo

Akihito, sul trono dal 1989, è stato il primo imperatore giapponese privo di prerogative divine, dopo la rinuncia fatta dal padre, l’imperatore Hirohito, nel gennaio del 1946 nella celebre “Dichiarazione della natura umana dell’imperatore”. Durante il suo regno si è impegnato molto nell’attività politica, puntando soprattutto ad avvicinare la figura dell’imperatore, e la famiglia imperiale, al popolo compiendo molti viaggi sia all’estero che nelle 47 prefetture del Paese.

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