I ribelli bruciano bus sciiti, in bilico l’accordo su Aleppo

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:19

La Russia è pronta a mettere il veto alla risoluzione del Consiglio di Sicurezza Onu elaborata dalla Francia che chiede l’invio di osservatori delle Nazioni Unite per monitorare l’evacuazione dalle zone assediate di Aleppo,Siria “Non possiamo essere d’accordo con l’ avventato testo francese”, ha detto l’ ambasciatore di Mosca all’Onu, Churkin, prima del voto. “La nostra bozza di risoluzione è già un compromesso, non c’è più spazio per altri compromessi”, la replica dell’omologo francese, Delatre. Oggi alle 15, ora italiana, si tornerà a discutere.

Intanto ieri i pullman che avrebbero dovuto portare in salvo gli sciiti dei villaggi di Fuaa e Kefraya, provincia di Idlib, sono stati attaccati e bruciati dai ribelli antigovernativi e così altre centinaia, forse migliaia, di civili sono rimasti prigionieri della partita estenuante di tutti contro tutti che si gioca sull’evacuazione di Aleppo est.

Ieri pomeriggio, la tv di Stato siriana ha annunciato la ripresa dello spostamento di gruppi di ribelli e delle loro famiglie sotto la supervisione della Croce Rossa internazionale e della Mezzaluna Rossa siriana dopo lo stop degli ultimi due giorni. Ma l’accordo su Aleppo, di cui lo sgombero degli abitanti di Fuaa e Kefraya è parte, sembra di nuovo a rischio.

Nelle stesse ore, lontano dalle zone calde di questa guerra senza testimoni indipendenti, si gioca un’altra mano della partita. Al Palazzo di Vetro di New York è in corso un durissimo braccio di ferro tra Russia e occidentali. Mosca – come detto – si avvia a mettere il veto alla risoluzione proposta dalla Francia e co-sponsorizzata dall’Italia che chiede a ban Ki-moon di “ridispiegare il personale umanitario delle Nazioni Unite già sul posto per effettuare un adeguato controllo, diretto e neutro, sull’evacuazione delle zone assediate di Aleppo”.

In alternativa, Mosca ha fatto circolare una seconda bozza di risoluzione che domanda al segretario generale di “fornire disposizioni, in coordinamento con le parti interessate, per monitorare la condizione dei civili rimasti ad Aleppo”. Le “parti interessate” – ha spiegato all’Ap l’ambasciatore russo all’Onu Vitaly Churkin – includono il governo di Bashar al Assad.

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