Huawei inizia la causa contro gli Stati Uniti

ULTIMO AGGIORNAMENTO 9:33

E'soltanto l'ultimo atto di una guerra che si preannuncia lunghissima. La società cinese Huawei fa causa agli Stati Uniti, chiedendo proprio ad un tribunaale statunitense di ritenere incostituzionale il diviento imposto dall'amministrazione Trump di comprare le sue apparecchiature. Il blocco imposto dal governo americano è stato dallo stesso giustificato con motivi di sicurezza. Dato che i servizi segreti ritengono che il colosso delle telecomunicazioni sia legato al governo di Pechino.  

L'avvio del procedimento legale

Huawei ha presentato alla Corte Distrettuale Est del Texas una mozione che mette in discussione la costituzionalità di una sezione del National Defense Authorization Act (Ndaa), l'atto che è stato convertito in legge l'estate scorsa e che appunto vieta alle agenzie governative statunitensi e ai loro contractor di utilizzare apparecchiature di tlc di Huawei e della sua rivale Zte. “Il governo degli Stati Uniti non ha fornito alcuna prova – ha detto il responsabile dell'ufficio legale dell'azienda asiatica – “che Huawei costituisca una minaccia per la sicurezza”. Dunque per Song Liuping ad oggi esistono solo “supposizioni”. L'avvocato ha fatto capire che il vero obiettivo degli Stati Uniti è cacciare la sua azienda dal mercato stelle e strisce. 

Si danneggiano i consumatori

“Questo approccio di utilizzare la legislazione invece delle sentenze – ha aggiunto Song Liuping – è un atto tirannico ed è esplicitamente vietato dalla Costituzione americana”. Ma non solo, perché “crea un precedente pericoloso che danneggerà miliardi di consumatori”. D'altronde i numeri sono impressionanti: rischiano i clienti di 170 Paesi e oltre 3 miliardi di consumatori in tutto il mondo. 

Se vuoi commentare l'articolo manda una mail a questo indirizzo: scriviainterris@gmail.com
Avviso: le pubblicità che appaiono in pagina sono gestite automaticamente da Google. Pur avendo messo tutti i filtri necessari, potrebbe capitare di trovare qualche banner che desta perplessità. Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori.