Guerriglia urbana a Bruxelles

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:40

Bruxelles fa i conti con una giornata di passione, dopo l'ok arrivato al Global compact sulle migrazioni a Marrakech la scorsa settimana. Circa 5500 manifestanti si sono ritrovati nella capitale belga per protestare contro il patto siglato in Marocco, in una dimostrazione organizzata da associazioni fiamminghe di destra ed estrema destra. Le cariche degli agenti hanno riguardato in particolare una frangia di circa 200-300 persone, le quali hanno lanciato fumogeni e lanciato petardi, danneggiando anche la segnaletica stradale. Il gruppo di manifestanti si è scontrato anche con un altro corteo, organizzato contro la xenofobia e partecipato da alcuni esponenti dei gilet gialli e, successivamente, con un blocco di agenti delle Forze dell'ordine, i quali hanno effettuato molti arresti.

Gli scontri

La manifestazione dell'estrema destra era stata inizialmente vietata dalle autorità, prima di ricevere l'ok del Consiglio di Stato. Le tensioni si sono registrate anche nei pressi del palazzo che ospita la Commissione europea, con i manifestanti che hanno tentato di entrare nel palazzo, lanciando fumogeni contro la Polizia che cercava di contenerli. Per respingere il tentativo di forzatura, gli agenti hanno utilizzato idranti, procedendo con alcuni arresti nei pressi del vicino Parco del Cinquantenario. La situazione è tornata sotto controllo solo nel pomeriggio, con i segni della lotta fin troppo evidenti per le vie di Bruxelles che conducono al palazzo della Commissione.

Il commento del Papa

In mattinata, nel corso dell'Angelus, Papa Francesco aveva auspicato che il patto siglato a Marrakech potesse  “operare con responsabilità, solidarietà e compassione nei confronti di chi, per motivi diversi, ha lasciato il proprio Paese”. Per quanto riguarda la posizione del governo italiano, lo scorso 4 dicembre il vicepremier Matteo Salvini aveva spiegato che Conte non sarebbe andato “assolutamente a Marrakech. La nostra posizione è la più democratica: prima si deve esprimere il Parlamento e poi il Governo ne tirerà le conseguenze”. L'Italia, dopo aver inizialmente annunciato l'adesione al patto, aveva rimesso la decisione al Parlamento.

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