GRECIA, TSIPRAS CONTRO IL PRESTITO PONTE. ATENE APPROVA IL PIANO DI AIUTI

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:13

Dopo un lungo dibattito arriva il via libera del Parlamento greco all’accordo con i creditori sul terzo piano di salvataggio. La discussione ha anticipato di qualche ora l’incontro dell’Eurogruppo a Bruxelles. Nel suo intervento questa mattina, Tsipras ha avvertito che un prestito ponte, ovvero la soluzione alternativa al terzo pacchetto di aiuti, potrebbe rivelarsi pericoloso in quanto implicherebbe “il ritorno ad una crisi senza fine”.

“Questo – ha sottolineato il premier – è ciò che alcuni cercano sistematicamente, e noi abbiamo la responsabilità di evitarlo, di non facilitarlo”. Parole che si riferiscono soprattutto alla Germania schierata in prima linea nel sostenere che il prestito ponte sarebbe la strada giusta per ottenere maggior tempo e perfezionare il pacchetto di aiuti da 85 miliardi di euro in tre anni. “Abbiamo preso una dolorosa decisione di responsabilità, ma necessaria” ha ribadito Tsipras chiarendo di non essersi pentito dell’accordo raggiunto a Bruxelles lo scorso mese.

Da parte sua l’ex ministro delle Finanze Yanis Varoufakis ha votato contro il nuovo pacchetto di aiuti alla Grecia ricordando, nel suo intervento in aula di non poter esprimere il proprio appoggio al nuovo piano di salvataggio. In una dichiarazione della Commissione europea prima del via libera al Parlamento di Atene, su legge che il pacchetto di riforme concordato tra Grecia e creditori internazionali, permetterà ad Atene “di risolvere i restanti squilibri nella sua economia, per tornare su un percorso di crescita sostenibile, mentre affronta in modo risoluto le sfide sociale” che ha di fronte.

La credibilità dell’accordo è puntellata da un numero significativo di riforme sincere – è scritto nella nota – tra cui misure importanti per affrontare le sfide strutturali che da tempo l’economia greca deve affrontare, come la raccolta delle tasse, le pensioni, il sistema sanitario, la competitività nel mercato dei prodotti, le professioni e l’energia, che dimostrano l’intenzione del governo greco di normalizzare la situazione nell’economia rapidamente”.

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