Grand Rapids, Trump lancia la sfida

ULTIMO AGGIORNAMENTO 3:33

E'pronto alla sfida Donald Trump. Le presidenziali del 2020 sono alle porte, la schiera dei democratici chiamati alla prova delle primarie è sempre più nutrita ma, ora, tocca al presidente radunare i suoi supporters e lanciare, di fatto, quella che sarà la sua campagna elettorale per restare alla Casa Bianca altri 4 anni. Una corsa che il Tycoon potrebbe correre un passo avanti agli avversari, naufragati sulla vicenda Russiagate e con un grave deficit da portarsi ancora prima di cominciare. Inizia da Grand Rapids, Donald Trump, nel Michigan, in quello che è il suo secondo raduno dopo quello a qualche miglio di distanza da Beto O'Rourke nel catino di El Paso. Ed è proprio in Michigan, dove tenne il suo ultimo comizio prima del trionfo tre anni fa, che torna a ribadire con forza quanto, a suo giudizio, il Russiagate altro non sia stato che “una grande bufala”.

L'arringa di Trump

Alcuni lo chiamerebbero un boomerang per i democratici, che sulle presunte collusioni di Trump con la Russia durante le presidenziali del 2016 avevano basato, o meglio, avevano messo in conto di poter basare buona parte della loro corsa verso la Casa Bianca. Ora, invece, per il Tycoon “i democratici dovrebbero chiedere scusa al popolo americano” perché il Russiagate “non è stato altro che uno sforzo scellerato per sovvertire disperatamente la nostra storica vittoria, ma ora l'illusione della collusione è svanita”. Una vera e propria offensiva che, ancora prima di iniziare, scalda i toni dei futuri dibattiti. Al netto di qualsiasi sviluppo futuro, quella che doveva essere la chiazza d'olio per il presidente si sta trasformando in un punto di forza, rimescolando tutte le carte in tavola e togliendo parecchie certezze ai democratici, ancora peraltro in cerca di un leader. E il presidente è ancora più diretto: “I democratici ora devono decidere se vogliono continuare a frodare il pubblico con ridicole idiozie e indagini partigiane”. Oppure chiedere scusa, sì, a quegli elettori che ora il Tycoon chiama in causa tirando in ballo un po' di tutto: sanità, giustizia e, naturalmente, migranti. Temi sui quali concentrerà i suoi sforzi elettorali da qui a venire dopo che, parole sue, la caccia alle streghe si è conclusa.

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