Governo: c'è l'ok di Van der Bellen ai tecnici

ULTIMO AGGIORNAMENTO 15:49

C'è l'ok del presidente austriaco, Alexander Van der Bellen, alla proposta del cancelliere, Sebastian Kurz, di sostituire i ministeri lasciati vacanti dal ritiro del Fpoe con esperti tecnici di alto profilo per la fase di transizione.

Il piano

“Ho fatto colloqui con tutta la dirigenza dei partiti in Parlamento – ha detto il capo di Stato – e ho riscontrato unanimità” sulla necessità di dare stabilità al Paese nella fase transitoria e in vista delle elezioni europee. “Non penso a un piano B“, ha risposto perentorio il presidente della Repubblica a chi gli chiedeva cosa intendesse fare in caso di sfiducia al governo Kurz. Un voto di sfiducia non dovrebbe avere la maggioranza, secondo il presidente austriaco. Il cancelliere Kurz, che ha parlato in conferenza stampa dopo Van der Bellen, ha ribadito di “aver offerto al presidente della Repubblica, come prevede la Costituzione, un governo credibile e stabile” per la fase di transizione.

Avvicendamenti e conferme

Van der Bellen ha anche accettato la proposta di allontanare il ministro degli Interni, Herbert Kickl, e ha consentito alla ministra degli Esteri del Fpoe, Karin Kneissl, di restare al suo posto. Kneissl si era detta disponibile a rimanere in carica, ha reso noto il presidente, in contrasto con la decisione del suo partito di ritirare tutti i ministri e innescare un voto di sfiducia.

Tecnici

Nelle prossime ore Kurz dovrebbe presentare al presidente della Repubblica la lista dei tecnici. “Si tratterà di esperti di chiara fama delle materie su cui saranno chiamati a operare, la cui esperienza va oltre qualsiasi legame di partito per governare la fase di transizione da qui al voto”, ha spiegato il cancelliere incontrando i giornalisti con il capo dello Stato. Secondo quanto riportato dall'Ansa alcuni dei posti lasciati liberi dall'Fpoe nel governo potrebbero essere offerti da Kurz a tecnici di area del Partito socialdemocratico, in modo da assicurarsene i voti sulla mozione di sfiducia su cui lunedì il Parlamento sarà chiamato a esprimersi.

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