Gli Usa chiudono il “carcere del terrore” in Afghanistan

ULTIMO AGGIORNAMENTO 9:37

Dopo l’inquietante e discusso rapporto del Senato americano sulle torture della Cia, il Pentagono ha reso nota la chiusura del carcere di Bagram in Afganistan e ha dichiarato che gli Stati Uniti non hanno più detenuti in quel Paese. Il sito è stato uno dei simboli delle torture e degli abusi commessi dagli americani in quella che venne poi definita “guerra del terrore”.

Fu nel 2005 che il mondo intero venne a conoscenza delle brutalità compiute nel carcere afghano grazie ad uno scoop del New York Times. Il famoso giornale pubblicò un rapporto militare di circa 2000 pagine in cui erano descritti i macabri dettagli di come nel 2002 vennero uccisi due prigionieri civili afghani: Habibullah e Dilawar – un tassista e un agricoltore – vennero prima appesi al soffitto con delle catene, pestati a sangue, fino alla morte.

La decisione è stata presa dopo la pubblicazione del rapporto del Senato americano sul programma di detenzione della Cia, istituito dopo gli attentati dell’11 settembre 2001 e chiuso nel 2009 da Barack Obama. Dei 119 casi citati nel rapporto, almeno 26 riguardano persone finite per sbaglio nelle prigioni segrete della Cia in Polonia, Lituani, Romania, Afghanistan e Thailandia. Da non tralasciare la prigione di Guantanamo.

Infatti proprio pochi giorni fa sei detenuti– quattro siriani, un palestinese e un tunisino – sono stati trasferiti in Uruguay dal carcere militare americano sull’isola di Cuba, dove tuttora sono presenti 136 uomini, anche se Barack Obama nel 2008 aveva promesso la chiusura del carcere.

Se vuoi commentare l'articolo manda una mail a questo indirizzo: [email protected]
Avviso: le pubblicità che appaiono in pagina sono gestite automaticamente da Google. Pur avendo messo tutti i filtri necessari, potrebbe capitare di trovare qualche banner che desta perplessità. Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori.