Giustizia Ue: “Stop alla riforma della Corte suprema”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 18:35

La Polonia deve immediatamente sospendere la riforma della Corte suprema, che comporterà, fra le altre cose, l'abbassamento dell'età pensionabile. Lo ha deciso la vicepresidente della Corte di giustizia europea con un'ordinanza che “si applica, retroattivamente, ai giudici della Corte suprema interessati da tali disposizioni“. 

Infrazione

I giudici di Lussemburgo hanno accolto una richiesta in questo senso della Commissione, che aveva aperto una procedura di infrazione contro la Polonia perché la riforma della Corte Suprema metterebbe a repentaglio l'indipendenza della giustizia

La legge

La legge, entrata in vigore il 3 aprile del 2018, abbassa l'età pensionabile dei giudici della Corte suprema a 65 anni. Il 2 ottobre 2018 la Commissione Ue ha presentato un ricorso per inadempimento dinanzi alla Corte di giustizia ritenendo che la Polonia abbia violato il diritto dell'Unione: da un lato abbassando l'età pensionabile e avendola applicata ai giudici nominati presso l'organismo giudiziario nazionale fino al 3 aprile 2018 e, d'altro lato, avendo accordato al presidente della repubblica polacco il potere discrezionale di prorogare la funzione giudiziaria attiva dei giudici della Corte suprema.

Provvedimento

Quello pronunciato oggi è un provvedimento cautelare, adottato in attesa della sentenza definitva. Bruxelles nello specifico aveva chiesto di sospendere l'applicazione delle disposizioni nazionali e di adottare tutte le misure necessarie per garantire che i giudici della Corte suprema interessati dalle disposizioni controverse potessero esercitare le loro funzioni nello stesso posto, godendo nel contempo dello status e di diritti e condizioni di lavoro identici a quelli precedenti all'entrata in vigore della riforma. I giudici europei hanno anche ordinato di Comunicare all'esecutivo Ue, al più tardi, entro un mese dalla notifica del provvedimento, e successivamente a cadenza mensile, tutte le misure adottate dalla Polonia per conformarsi pienamente all'ordinanza.
 

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