Giovani africani spaventati dai cambiamenti climatici: 7 su 10 sperano nelle rinnovabili

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I giovani africani sono sempre più preoccupati dai cambiamenti climatici. Otto su 10 sono convinti che avranno un effetto negativo sulle loro vite. Sette considerano l’accesso all’acqua e lo sviluppo di energie rinnovabili le iniziative più importanti per combattere il surriscaldamento globale, e più della metà accusa i governi di non fare abbastanza per la lotta contro gli effetti del surriscaldamento.

Il primo studio panafricano sui cambiamenti climatici, commissionato sulla scorta della Conferenza Onu sul clima, che si è tenuta a novembre a Marrakech, è stato condotto su un campione di giovani nati tra il 1980 e il 2000, i cosiddetti millennials, di 19 paesi del continente, Algeria, Angola, Camerun, Costa d’Avorio, Egitto, Etiopia, Ghana, Kenya, Malawi, Marocco, Mozambico, Nigeria, Repubblica del Congo, Repubblica Democratica del Congo, Ruanda, Sudafrica, Tanzania, Zambia e Zimbabwe.

Consapevoli dei danni, le nuove generazioni non hanno intenzione di restare a guardare: il 69% del campione intervistato dalla sudafricana Gc Consulting, vuole contribuire alla lotta al surriscaldamento globale in prima persona, soprattutto con la raccolta differenziata. Si sono anche pronunciati a favore di una maggiore diffusione del riciclo di materiali di scarto (65%) e di un uso ridotto di contenitori in plastica (64%). I giovani intervistati sono equamente distribuiti su aree urbane e rurali, uomini in maggioranza (53%), sono equamente distribuiti in tre gruppi per fasce d’età, 18-22 (25%), 22-26 (36%) e 27-30 (39%), e hanno fornito 1.156 risposte.

Siccità, incendi, inondazioni, eventi climatici violenti: al surriscaldamento globale si devono cambiamenti ambientali di forte impatto. I millennials africani se ne sono accorti. L’86% dei giovani intervistati ha notato piogge più frequenti e imprevedibili, il 79% ha riferito di un aumento delle malattie tra le coltivazioni e il bestiame; il 77% riporta un aumento della desertificazione; il 73% ha registrato un numero maggiore di incendi nelle foreste. Che fare? Per il 76% di questo campione rappresentativo di giovani, sono i governi che devono agire per primi contro il surriscaldamento globale, ma più della metà (53%) li criticano per non fare abbastanza. Propongono dunque alternative a livello sovranazionale, per esempio nell’operato dell’Unione Africana (75%), e più in generale nel ruolo giocato dagli organismi internazionali (73%), oppure a livello subnazionale nell’azione di enti privati (69%) e organizzazioni non governative (68%).

In Africa, per nove millennials su dieci (94%) la priorità è fare delle rinnovabili la prima fonte di energia del continente. Per il 92% dei millennials africani, inoltre, la lotta per il clima comprende anche l’accesso all’acqua potabile pulita. Informati prevalentemente dai media tradizionali (48%), molto più che da internet e social network (15%), rivelano scarsa educazione sui temi ambientali da parte di scuole e università (13%).

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