Fuoco amico su Merkel

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:45

Le troppe concessioni fatte ai socialdemocratici per il raggiungimento di un accordo sulla Grosse Koalition mettono nei guai Angela Merkel all'interno del suo partito: la Cdu. 

Scontenti

Il problema maggiore è ovviamente l'aver dovuto cedere il ministero delle Finanze, destinato al sindaco di Amburgo dell'Spd Olaf Scholz. “L'assetto dell'esecutivo, così come è ora, è un errore politico”, secondo Christian von Stetten, deputato dei cristiano democratici, che ne parla alla Bild. “Aver ceduto proprio il ministero delle finanze non procurerà certo entusiasmo fra i membri della Cdu”, afferma, sottolineando che adesso si rischia anche una politica europea più condizionata dai socialdemocratici. “L'entusiasmo per la distribuzione dei ministeri è in effetti dal punto di vista della Cdu molto limitato“, per il ministro presidente dello Schleswig Hollstein, Daniel Guenther, secondo il quale “i socialdemocratici hanno ottenuto molto“. “La distribuzione dei dicasteri non va bene. Mi preoccupa molto che il ministero delle finanze sia nelle mani dell'Spd”, fa eco il leader dei giovani del partito Paul Ziemiack, parlando al tabloid.

Di seguito la ripartizione dei dicasteri fra i partiti della coalizione.

Spd

Conquista sei ministeri: quello delle Finanze, come detto, a Scholz, il quale diverrebbe anche vicecancelliere. Martin Schulz ha chiaramente detto di voler diventare ministro degli Esteri. Alla Giustizia resterebbe l'uscente Heiko Maas. Al Lavoro e Sociale sarebbe destinata Eva Hoegl; l'Ambiente va all'uscente Barbara Hendricks, e alla Famiglia resterebbe Katarina Barley.

Cdu

Il partito di maggioranza relativa ha ovviamente imposto Merkel nel ruolo di cancelliere. Si accontenta dell'Economia, e vi destina l'attuale ministro delle finanze Peter Altmaier. Alla Difesa resterebbe Ursula von der Leyen. All'Istruzione dovrebbe andare Hermann Groehe, all'Agricoltura Julia Kloeckner, volto nuovo dell'esecutivo. Alla Cdu dovrebbe andare anche il ministero della Salute.

Csu

Ottiene il ministero dell'Interno, che viene ceduto al leader Horst Seehofer, che lo valorizzerebbe con un settore dedicato alla “Patria”. Inoltre avrebbero Trasporti/Digitale, cui andrebbe Andreas Scheuer, ed Economia dello Sviluppo, Dorothea Baer.

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