Fondi dalla Russia per sostenere il Front National di Le Pen

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:15

“Con grande lucidità, già nel 1955 Putin disse che in dieci anni la Francia sarebbe diventata una colonia delle sue ex colonie”. Come ama ricordare Marine Le Pen, l’identità di vedute tra lei e Vladimir Putin viene da molto lontano. Del leader del Cremlino, infatti, la leader del Front National ammira “la forza di difendere la civiltà cristiana dalle barbarie dell’immigrazione e il coraggio di opporsi alla globalizzazione dominata dagli Stati Uniti”. E in questa imponente guerra fredda che vede uno scontro tra Unione Europea e Russia, la Le Pen sta con Mosca, non con Bruxelles.
Quest’alleanza sta producendo i suoi benefici, soprattutto per le casse del partito di Marine: proprio negli ultimi giorni, infatti, è stata versata una prima tranche di due milioni di euro sui nove ottenuti in prestito dalla First Czech Russian Bank, un istituto russo di proprietà di Roman Yachubovich Popov, uomo vicino al premier e al presidente Putin.

“Il prestito è frutto di un lavoro tecnico che ho compiuto negli ultimi quattro mesi, perché si tratta di persone molto minuziose – ha spiegato il tesoriere del partito Wallerand al giornale online Mediapart – è un’operazione perfettamente normale e regolare. Avrei preferito una banca francese, o anche una europea per una questione di vicinanza e lingua, ma nessuna è più disposta a darci un centesimo”. Il tesoriere, dunque, tiene a sottolineare che non si tratta di boicottaggio politico e che quello delle finanze non è un problema solo del Front National: “Le banche francesi – spiega – non sono più disposte a erogare fondi a campagne elettorali dopo il caso di Nicolas Sarkozy”, che ha visto i suoi conti venire bloccati dovendo rinunciare a 11 milioni di rimborsi pubblici.
Sabato prossimo, a Lione, si terrà l’apertura ufficiale del congresso di partito: “Siamo in piena crescita e le prossime scadenze elettorali stanno per arrivare – ha aggiunto Wallerand – da adesso alle presidenziali del 2017 abbiamo bisogno di una cifra tra i 30 e i 40 milioni di euro”.

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