Filippine, Duterte: “Necessarie 5-6 esecuzioni al giorno”. La Chiesa: “Un barbaro”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 13:24

Reintrodurre la pena di morte nel Paese e giustiziare cinque o sei criminali al giorno. Sono questi gli obiettivi che il presidente delle Filippine, Rodrigo Duterte, ha annunciato di voler raggiungere. La notizia choc, tra l’altro, ha causato l’ira dei leader della Chiesa Cattolica delle Filippine, che hanno definito il capo di Stato “un barbaro“. “Ridatemela, e organizzerò esecuzioni giornaliere. Cinque, sei. Voi distruggete il mio Paese, e io distruggo voi”, ha detto Duterte durante un discorso tenuto in occasione del 38mo compleanno del pugile Manny Pacquiao, che ora è anche senatore e sostiene il nuovo presidente.

Il presidente delle Filippine, è noto come “il castigatore” da quando era sindaco di Davao, reputazione che ha mantenuto anche dopo la sua elezione, quando ha fatto partire la “guerra alla droga” che dallo scorso luglio ha già causato oltre 6.000 vittime. Duterte ha affermato in più occasioni che la pena di morte non ha funzionato come deterrente perché pochi detenuti venivano giustiziati. Aumentando il numero di esecuzioni, secondo il suo pensiero, i criminali vedrebbero che nelle Filippine non c’è posto per loro e smetterebbero di delinquere.

La reintroduzione della pena è diventata una delle principali priorità di Duterte tanto che ha avviato un progetto perché questa legge venga discussa in Parlamento a gennaio. Inoltre, recentemente, una bozza di legge per la reintroduzione della pena capitale è stata approvata da una Commissione della Camera, nonostante l’influenza della Chiesa Cattolica e delle organizzazioni dei diritti umani.

Nelle Filippine, Paese a maggioranza cattolica, la pena di morte è stata abolita nel 2006 proprio grazie alle pressioni fatte dagli esponenti cattolici del Paese.A giugno prima dell’inizio del suo mandato, Duterte aveva dichiarato che avrebbe reintrodotto la pena di morte per impiccagione per “non sprecare proiettili e perché rompere la spina dorsale è più umano di un plotone di esecuzione”.

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