Fallita la low cost Monarch, a terra 110 mila passeggeri

ULTIMO AGGIORNAMENTO 15:42

La Monarch, compagnia britannica low cost in crisi da tempo, è stata dichiarata fallita nella notte e messa in amministrazione controllata. Si è trattato di una sorta di blitz, avvenuto mentre nessun aereo della società era in volo, come precisa la Bbc. E gli effetti sono stati immediati e radicali: con lo stop di tutte le operazioni commerciali del vettore e l’intera flotta ora ferma a terra.

Come conseguenza, 300.000 prenotazioni già fatte per futuri viaggi o vacanze risultano cancellate. Mentre circa 110.000 passeggeri, sorpresi dall’accaduto a metà dei loro itinerari, si ritrovano in cerca di un volo di ritorno. Tanto che il governo britannico ha chiesto alla Caa, l’autorità dell’aviazione civile del Regno, di provvedere a trovare almeno 30 charter per condurre in porto quella che il ministro dei Trasporti, Chris Grayling, ha ammesso essere “la maggiore operazione di rimpatrio in tempo di pace” nel Paese.

Fra i voti cancellati vi sono anche quelli di rientro dall’Italia verso Londra o altri aeroporti del Regno Unito. Lo conferma il ministero dei Trasporti britannico. Tra le rotte coinvolte, quelle che prevedevano collegamenti con Roma, Napoli, Verona, Venezia e Torino. Gli altri Paesi interessati dalla cancellazione di voli di ritorno verso la Gran Bretagna sono: Spagna (finora principale destinazione di Monarch, con diverse città, località turistiche e isole collegate), Portogallo, Francia, Grecia, Cipro, Croazia, Israele, Turchia, Svezia, Austria, Germania, Svizzera e Gibilterra. Il ministero conferma di essere intervenuto con il Foreign Office e con l’autorità dell’aviazione civile (Caa) per far fronte a una situazione definita “senza precedenti“. Il coordinamento dell’operazione di rimpatrio di coloro che sono rimasti senza aereo è affidata alla presidente della stessa Caa, Deirdre Hutton.

Monarch è stata fondata il 5 giugno 1967 da Bill Hodgson, l’ex-direttore della compagnia aerea British Eagle, e da Don Peacock con il sostegno finanziario delle due famiglie svizzere degli Albek e dei Mantegazza, proprietari peraltro del tour operator inglese Cosmos Tours. Attualmente impiega 2100 persone e nel ha dichiarato perdite per 291 milioni di sterline.

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