Egitto, raid delle Forze armate nel nord del Sinai: 30 terroristi uccisi

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:47

Sono 30 i terroristi uccisi nel nord della Penisola del Sinai nel corso di 4 giorni di raid effettuati dall’esercito egiziano. La notizia è stata diffusa da un portavoce delle Forze armate, il quale ha dato conto di diversi attacchi, operati anche per via aerea, nei confronti probabilmente di gruppi “takfiri” presenti nelle zone di Arish, Rafah e Sheikh Zuwaid. Anche se, almeno finora, non è stata specificata l’appartenenza etnica dei terroristi uccisi, questi sono comunque stati definiti dalle autorità egiziane come “estremamente pericolosi”. I militari del Cairo, inoltre, hanno tratto in arresto cinque persone, mentre la città di Al-Arish, capoluogo del governatorato del Sinai, è stata messa sotto assedio. In quest’area, al confine con la Striscia di Gaza, è da quattro anni in corso un’operazione di contrasto ai guerriglieri di un gruppo affiliato all’Isis, la cui azione è finora costata molto in termini di vite umane.

Guerriglia nel Sinai

E’ dal 2013 che l’esercito dell’Egitto sta intraprendendo operazioni militari in questa zona agli estremi confini orientali del Paese nell’ottica di una repressione nei confronti di una fazione terroristica, avviata immediatamente dopo il colpo di stato che, in quell’anno, l’attuale presidente al-Sisi effettuò nei confronti dell’allora leader, l’islamico Mohamed Morsi (il primo ad assumere la carica attraverso elezioni democratiche). Secondo quanto riferito dalle Forze armate attraverso l’agenzia “Mena”, i soldati egiziani hanno effettuato il sequestro di 12 vetture “4×4”. Inoltre, sono state rinvenute quattro autobomba e 30 ordigni destinati, molto probabilmente, all’organizzazione di attentati esplosivi da mettere in atto sulle strade di percorrenza dei militari del Cairo.

L’attacco del 7 luglio

Gli scontri con i miliziani presenti nella zona nord-orientale del Sinai hanno provocato, in questi ultimi anni, almeno un centinaio di morti tra le Forze armate dell’Egitto, 23 dei quali nel recente attentato perpetrato da alcuni terroristi attraverso delle autobomba, il 7 luglio scorso. L’attacco, il più elevato in termini di morti (tra loro anche alcuni ufficiali) da due anni e mezzo a questa parte, è stato messo in atto a sud di Rafah. Qualche ora dopo, era arrivata la dura risposta dell’esercito che, solo il giorno successivo, ha lanciato un attacco contro i terroristi, uccidendone più di 40 nel corso della battaglia svolta nella zona meridionale della città.

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