Duque ha giurato, è il nuovo presidente

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Non avrà un compito facile Ivàn Duque, nuovo presidente in carica della Colombia e successore del Premio Nobel Juan Manuel Santos. Di certo, continuare l'opera dell'uomo che, con la sua politica, è riuscito a far firmare la pace fra governo e Forze armate rivoluzionarie della Colombia (Farc) rappresenterà un onore non da poco per Duque, considerato comunque un politico preparato nonostante la giovane età (42 anni) e, in generale, erede dell'ex presidente Alvaro Uribe, nonché guida del Centro democratico di destra. Uno sponsor, quello di Uribe, che è stato e sarà probabilmente anche in futuro un'arma a doppio taglio per il nuovo leader del Paese che, se da una parte è stato indicato come l'uomo giusto per proseguire il lavoro di Santos, dall'altra è stato accusato dalle opposizioni di essere null'altro che un uomo “mandato” da Uribe.

Il giuramento

A ogni modo, Ivàn Duque ha giurato in Plaza Bolivar come nuovo Capo dello Stato, ricevendo dal presidente del Senato, Ernesto Macìas, la fascia presidenziale che lo consacra nuova guida politica del Paese, alla presenza di numerosi pari ruolo dell'America Latina e del Centro America (Argentina, Bolivia, Cile, Costa Rica, Messico, Repubblica Domnicana, Honduras e Guatemala). Ed è stato proprio Macìas, durante il suo discorso di presentazione, a citare indirettamente l'operato di Santos come punto focale di quella che dovrà essere la sfida governativa di Duque, chiamato proprio a compiti quali il consolidamento della pace e la lotta al narcotraffico, passando per la politica estera e, dunque, per la cura dei rapporti con il confinante Venezuela.

Sfide

Le relazioni con Caracas sono forse l'eredità più scottante lasciata dall'uscente governo Santos, non più tardi di tre giorni fa accusato dal presidente venezuelano, Nicolas Maduro, di essere il responsabile del tentativo di attentato da lui subito. Accuse rispedite al mittente e, di fatto, cancellate dai successivi arresti ma comunque sintomo di rapporti non anora esattamente idilliaci fra i due Paesi. Toni che Duque, il più giovane presidente della storia recente della Colombia, cercherà di smorzare dichiarando al contempo la sua ferma intenzione di combattere il traffico della droga: “Oggi ho ricevuto una chiamata dal presidente degli Stati Uniti nella quale si congratula con noi per i risultati ottenuti nelle ultime elezioni e anche per il suo impegno a sostenere la nostra sicurezza, l'agenda della giustizia, la nostra agenda di una lotta frontale contro il traffico di droga”. Un'altra sfida epocale, in un contesto in cui il narcotraffico rappresenta una delle maggiori e, purtroppo, poco visibili attività criminali del Paese.

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