Crimini di guerra, sospetti Onu sulla coalizione araba

ULTIMO AGGIORNAMENTO 16:30

I governi di Yemen, Emirati Arabi Uniti e Arabia Saudita potrebbero essersi resi responsabili di crimini di guerra come stupri, torture, sequestri e “privazione del diritto alla vita” durante i tre anni e mezzo di guerra ai ribelli sciiti filo-iraniani Houthi. Lo sospettano alcuni esperti del Consiglio dei diritti umani dell'Onu

Sospetti

Secondo un rapporto presentato all'organismo delle Nazioni Unite, citato dalle agenzie di stampa Associated Press e Reuters, i tre esperti sottolineano che anche le milizie sciite ribelli potrebbero essersi rese responsabili di crimini di guerra nel Paese arabo. “(Abbiamo) motivi ragionevoli per credere che i governi dello Yemen, degli Emirati Arabi Uniti e dell'Arabia Saudita siano responsabili delle violazioni dei diritti umani“, si legge nel rapporto, che accusa anche le “autorità de facto” del nord del Paese, cioè i ribelli houthi, di crimini tra cui detenzioni arbitrarie, torture e reclutamento di minori.

La guerra

L'Arabia Saudita è accusata da anni di condurre attacchi aerei indiscriminati che non tengono conto delle vittime civili “collaterali”. Il 2 agosto, almeno 55 civili sono stati uccisi e 170 sono rimasti feriti in un raid aereo condotto dalla coalizione sulla città di Hodeidah, mentre il 9 agosto un altro bombardamento sulla citta' di Saada ha provocato la morte di 51 persone, compresi 40 minori. Il 23 agosto, un altro bombardamento compiuto nel distretto di ad-Durayhimi, a 20 chilometri dalla città portuale di Hodeidah, ha ucciso secondo l'Unicef almeno “26 bambini e le loro madri”. Inoltre, l'organizzazione umanitaria Human Rights Watch ha accusato la coalizione araba a guida saudita di aver eluso le proprie responsabilità nell'uccisione di civili grazie a un opaco sistema di investigazione interna. Le Nazioni Unite hanno documentato la morte di 6.592 civili e il ferimento di altri 10.470 durante la guerra che infuria da tre anni nel Paese arabo, con gli attacchi aerei da parte dell'alleanza araba che hanno causato la maggior parte delle morti verificate. Ieri, il portavoce della coalizione militare araba a guida saudita, il colonnello Turki Al-Maliki, ha accusato alcuni funzionari delle Nazioni Unite di aver assunto una posizione non neutrale nel conflitto e di perpetrare la narrazione dei ribelli. 

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