Così Shabaab si arrichisce con gli aiuti internazionali

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:23

Una parte degli aiuti internazionali destinati alla Somalia sarebbe finita nelle mani di Al-Shabaab, gruppo jihadista alleato di Al Qaeda. Lo rivela un'inchiesta della Cnn, secondo cui la sigla terroristica avrebbe messo le mani su milioni di dollari inviati da quegli stessi Stati occidentali che vogliono combatterla. 

Il sistema

Le fonti sarebbero ex membri di Al-Shabaab e l'intelligence somala. Secondo questi, il gruppo starebbe estorcendo migliaia di dollari al giorno organizzando blocchi stradali e imponendo tasse a quei commercianti che trasportano cibo e altre scorte da vendere nelle città in cui sono concentrati gli sfollati. Le persone che hanno lasciato le loro case per vivere negli accampamenti organizzati soprattutto nella metropoli centrale del Paese, Baidoa, ricevono dalle Nazioni Unite circa 80-90 dollari al mese per comprare beni di prima necessità dai commercianti locali. Nelle intenzioni dei funzionari Onu questi pagamenti diretti avrebbero evitato i problemi legati alla gestione dei convogli internazionali carichi di cibo e altra merce, sempre bersaglio di attacchi e furti.

Guadagni facili

I terroristi però hanno trovato il modo di guadagnarci comunque, attraverso il controllo delle strade principali che portano alle città. Strade attraversate da uomini di affari che trasportano cibo e acqua a Baidoa per gli sfollati, in arrivo quotidianamente negli accampamenti. Secondo gli accertamenti delle Nazioni Unite, ogni posto di blocco riuscirebbe a estorcere circa 5 mila dollari al giorno. Il sistema sarebbe stato confermato anche da un ex militante, catturato dall'intelligence somala.

Il precedente

Negli anni 90 “i signori della guerra” deliberatamente fecero morire migliaia di persone per trarre profitto dagli aiuti internazionali. Le organizzazioni umanitarie disperate si arresero a pagare per riuscire a garantire il passaggio alle persone moribonde e affamate. Si trattava di una situazione tragica, che spinse alla messa in atto di un intervento militare multinazionale appoggiato dall'Onu. Oggi, nel 2018, se i commercianti non pagano, vengono “catturati e uccisi” ha confessato un ex membro del gruppo terroristico. Testimonianza confermata anche dal governo locale

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