Cina e Giappone alla ricerca del dialogo

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A sei anni dalla disputa sulle isole contese nel Mare Cinese Orientale, Pechino e Tokyo provano a ricucire i rapporti per dare il via a una “nuova fase” nelle relazioni bilaterali.

L'incontro

Al secondo giorno di visita a Pechino, il primo ministro giapponese, Shinzo Abe, e il premier cinese, Li Keqiang, hanno suggellato lo “storico punto di svolta” nelle relazioni bilaterali, come lo ha definito Abe, assistendo alla firma di dodici accordi di cooperazione bilaterale tra Cina e Giappone, tra cui un'intesa di currency swap del valore di oltre 25 miliardi di euro. Secondo quanto dichiarato dal primo ministro cinese, sono stati firmati 500 accordi tra imprese di Cina e Giappone per un totale di 18 miliardi di dollari di valore complessivo.

Relazioni

“Passando dalla competizione alla collaborazione, voglio portare le relazioni tra Cina e Giappone in una nuova fase”, ha dichiarato il primo ministro giapponese, Shinzo Abe, durante la conferenza stampa congiunta. “Cina e Giappone sono vicini e partner. Non diventeremo una minaccia l'uno per l'altro”, ha aggiunto il premier giapponese. “Ora che le relazioni tra i due Paesi sono tornate su un binario normale, vorremmo raggiungere risultati di beneficio reciproco sviluppando stabilmente i nostri legami nel lungo periodo“, ha commentato Li rivolto ad Abe, con particolare attenzione alla cooperazione economica e commerciale, “che vogliamo portare a una nuova fase”. Quella di Abe è la prima visita in Cina di un primo ministro giapponese dal dicembre 2011, quando venne a Pechino l'allora premier, Yoshihiko Noda

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