CINA: DOPPIA SVALUTAZIONE DELLO YUAN, IN CALO LE BORSE EUROPEE

ULTIMO AGGIORNAMENTO 19:01

Seconda giornata di svalutazione dello Yuan , valuta cinese, indebolita ancora all’apertura dei mercati asiatici, dopo la medesima azione di martedì. La banca Centrale cinese, la People’s Bank of China, ha “limato” il valore dello Yuan di un ulteriore 1,62%. La moneta è scesa quindi a 6,44 per dollaro, il minimo da agosto 2011. La valuta è andata anche peggio sugli scambi internazionali, attestandosi a 6.57. kla seconda svalutazione si è fatta subito sentire sulle Borse cinesi: Shangai ha chiuso la seduta in ribasso dell’1,06%, Shenzhen ha perso l’1,54%. Chiusura in forte ribasso anche per la Borsa di Hong Kong, che ha ceduto il 2,38%.

La banca centrale, che ieri ha avvertito che si tratta di una svalutazione “una tantum” nell’ambito di una nuova gestione dei cambi finalizzata a rendere lo yuan più sensibile alle forze di mercato, ha cercato di rassicurare i mercati finanziari dicendo che non è l’indizio di un trend di deprezzamento. “Guardando la situazione economica internazionale e nazionale, non ci sono attualmente le basi per un continuativo trend di deprezzamento dello yuan”, ha detto in una nota People’s Bank of China. Tuttavia, secondo un senior trader della Banca europea a Shangai, l’inattesa svalutazione ha causato “un certo panico” sui mercati. Lo yuan ha perso il 3,5% in Cina negli ultimi due giorni, e circa il 4,8% sui mercati globali. La sua discesa ha trascinato al ribasso le altre valute asiatiche emergenti, con la rupia indonesiana e il ringgit della Malesia ai minimi di diciassette anni, e il dollaro australiano e neozelandese ai minimi di sei anni.

Il Fondo monetario internazionale ha valutato positivamente la doppia svalutazione dello yuan cinese, definendo l’operazione come un allineamento di tutto il mondo. Ma, come era prevedibile, la nuova svalutazione dello yuan ha provocato una flessione delle principali Borse europee. A Piazza Affari, il Ftse All Share cede il 2,05% e il Ftse Mib il 2,12%. Perde il 2,45% Francoforte e il 2,44% Parigi, mentre Londra limita i danni a -1,12%. Tra le blue chip milanesi, pesanti Fiat Chrysler (-4,42%), Cnh (-3,84%), Ferragamo (-3,8%), Luxottica (-3,7%) e Buzzi Unicem (-3,55%). Resiste sopra la parità invece Pirelli (+0,2%) all’indomani del closing del primo step del riassetto azionario. Sul mercato dei cambi, il dollaro tenta di riconquistare posizioni ed è scambiato a 1,1146 per un euro (1,1042 ieri in chiusura). La moneta unica europea vale anche 138,49 yen (138,15), mentre il rapporto dollaro/yen è a 124,24 (125,12).

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