Cina, arrestati per aver avuto un figlio fuori dal controllo dello Stato

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Le autorità per il controllo delle nascite di una contea dello Shandong, in Cina, hanno arrestato senza alcuna giustificazione legale tre abitanti di un villaggio della zona e un neonato di 10 mesi. Il gruppo era “colpevole” di non aver pagato una multa da 140mila yuan (circa 10mila euro), emessa per “violazioni alla legge sul figlio unico”. L’arresto illegale è divenuto di dominio pubblico dopo che il video della liberazione è stato messo online. Nel filmato si vedono i detenuti chiusi in una casa sbarrata con due cancelli, e la polizia che li porta in salvo.

Nel video, di quasi tre minuti, si vede una donna che apre i due cancelli – uno dei quali chiuso con tre lucchetti – insieme a quattro poliziotti. Piangendo, dice loro: “Grazie, grazie. Il bimbo ha solo 10 mesi. Loro volevano 140mila yuan”. La donna, identificata come Zhang Yongling, sarebbe la madre del bambino. Lei e il marito Liu Tao hanno già due figli, e per questo sono stati presi da sette funzionari locali e portati via perché incapaci di pagare la multa. Insieme a loro Tang Jingyin, anche lui padre di tre figli.

Dal 1979 la Cina ha attuato la politica di un solo figlio per famiglia, per concentrare la nazione sullo sviluppo economico. In seguito si è permesso a gruppi etnici di avere due figli e ai contadini di averne due se il primo figlio era una bambina. L’attuazione della legge è stata spesso violenta, con multe esose contro i violatori e perfino sterilizzazione forzati e aborto fino a nove mesi di gravidanza. Il rispetto della legge e delle quote di popolazione era compensato con benefici verso gli impiegati e i dirigenti del family planning aprendo lo spazio a corruzione e soprusi. L’allentamento varato nel dicembre 2013 permette invece alle coppie in cui uno dei due partner sia già figlio unico, di avere due figli.

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