Cile, mega-protesta a Santiago: un milione in strada

ULTIMO AGGIORNAMENTO 23:42

Tornano in piazza i cittadini cileni, a distanza di pochi giorni dalla rivolta popolare contro il rincaro del costo dei mezzi pubblici (l'ultimo di una lunga serie di provvedimenti in tal senso), revocato ma sufficiente a scatenare l'ondata di protesta contro il governo di Sebastian Pinera e far scattare misure viste solo in tempo di dittatura. Una marea umana quella che ha invaso le strade di Santiago e di altre città del Cile, richiamati dai leader delle manifestazioni a dare un segnale importante all'amministrazione che guida il Paese, accusata di aver represso il malcontento popolare (con misure quali il coprifuoco) e aver permesso presunte violazioni sistematiche dei diritti umani, consentendo alle Forze dell'ordine di commettere atti di grave lesione ai diritti popolari. La risposta di Santiago e degli altri centri è arrivata con “la marcha mas grande”, un corteo che nella sola capitale ha raggiunto il milione e 200 mila come numero di partecipanti. Un fiume umano di proporzioni impressionanti, di fatto la storia che camminava per le Alamedas al grido di “Chile despertò”, “il Cile si è svegliato”.

La protesta

Numeri clamorosi quelli raggiunti dagli organizzatori della protesta contro Pinera che, addirittura, si è trovato di fronte a una manifestazione più imponente di quella organizzata oltre trent'anni fa contro il dittatore Pinochet. Giovani e adulti, uomini e donne: il Cile confluisce nelle strade rivendicando il ruolo del popolo come unico vero motore del Paese, oltre che come unica forza a poter garantire la tenuta dei governi, reclamando il diritto alla protesta. L'intento, però, è anche mettere alle strette l'attuale esecutivo a guida Pinera e ottenere quell'assemblea costituente che consentirà la redazione di una costituzione nuova. Un obiettivo non certo da poco, che pone di fatto uno scontro ideale (ma non solo) fra il popolo e la classe elitaria del Paese, finita nel mirino specie dopo la prima ondata di proteste seguita alla dichiarazione dello stato di emergenza. Per le opposizioni, la marcia (pacifica) da un milione e oltre di partecipanti è “una vittoria dei cittadini”. Per Pinera, il segnale che il vento sta cambiando e che una retromarcia su un rincaro adesso non basta più.

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