Cade Rajoy, Sanchez nuovo premier

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:42

Con 180 voti favorevoli alla sua mozione il Psoe è riuscito a far sfiduciare Mariano Rajoy dal Parlamento spagnolo. Finisce, quindi, il governo sorretto dal voto da Pp e Ciudadanos. Al posto di Rajoy, nel ruolo di premier, subentra Pedro Sanchez, leader dei socialisti. 

Risultato storico

Sanchez è riuscito in un'operazione storica: per la prima volta un capo del governo iberico è stato spodestato con una mozione di sfiducia. E pensare che il capo del Psoe non è nemmeno più parlamentare. La sua carriera politica è stata caratterizzata da alti e bassi, e qualche caduta da cui è riuscito a rialzarsi. L'ultima due anni fa quando venne defenestrato dal suo partito per il suo rifiuto di appoggiare il ritorno in carica di Rajoy in seguito alle due elezioni generali che non avevano consegnato una maggioranza netta. Sanchez reagì abbandonando il suo seggio e annunciando un viaggio per ricongiungersi con i socialisti scontenti in tutta la Spagna. “Non andrò contro il mio partito o contro le mie promesse elettorali”, spiegò.

Il nuovo premier

Nato a Madrid nel 1972, è entrato a far parte del Psoe nel 1993. Dopo aver studiato scienze economiche e commerciali all'Università Complutense di Madrid, ha conseguito il primo dei tre master alla Libera Università di Bruxelles e ha lavorato nel Parlamento Europeo. Nel 1999 ha servito come capo dello staff per l'Alto rappresentante delle Nazioni Unite in Bosnia durante il conflitto in Kosovo. Ciò è stato seguito da periodi come consulente autonomo per le imprese straniere, consigliere economico del comitato esecutivo federale del Psoe e cinque anni come consigliere comunale di Madrid. E' stato deputato tra il 2009 e il 2011, quando ha perso il seggio ed è tornato al mondo accademico. Nel 2013 è rientrato in Parlamento ed è stato eletto leader del Psoe l'anno successivo. E' sposato e ha due figlie. Ha una passione per la pallacanestro e per le lingue: parla bene sia inglese che francese. Ora la aspetta un viaggio tutt'altro che semplice. Il suo governo probabilmente lotterà per accogliere la miriade di richieste molto diverse delle parti che hanno appoggiato la sua mozione mentre si prepara a tenere le elezioni generali che ha promesso. Dovrà anche occuparsi della questione dell'indipendenza catalana, la peggiore crisi politica che ha colpito la Spagna da quando è tornata alla democrazia dopo la morte di Franco.

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