Benalla: “Io vittima di fake news”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:25

Dalla fine del suo lavoro all'Eliseo l'ex responsabile per la sicurezza di Emmanuel Macron, Alexandre Benalla, è disoccupato. Lo ha detto lui stesso nel corso di un'audizione al Senato. 

L'audizione

“Non ho più alcun incarico, non mi occupo della sicurezza di alcun vip e sono iscritto all'ufficio collocamento“, ha raccontato Benalla, defenestrato dopo esser finito in uno scandalo giudiziario per aver picchiato in piazza alcuni manifestanti lo scorso 1 maggio.

Difesa

L'ex stretto collaboratore di Macron si è anche detto “vittima” di fake news sui social e di “gossip diffusi sui media, che non leggo più”; e ha riferito di aver vissuto come “un'umiliazione” le sanzioni e il cambio delle sue mansioni all'Eliseo, comunicatogli “solo verbalmente” da Patrick Strzoda (capo gabinetto di Macron) al suo rientro dalla sospensione di 15 giorni.

Armi

Nel corso dell'attesa audizione Benalla ha inoltre assicurato di aver ottenuto il porto d'armi per “motivi di sicurezza personale, non per quella del capo dello Stato”, dilungandosi sulla sua “perfetta conoscenza e padronanza delle armi“, per la preparazione ricevuta come riservista della gendarmeria nel 2009, unita ad una passione per il tiro a segno, sport che pratica da anni. Sulla questione del porto d'armi, le dichiarazioni del diretto interessato sono però in contraddizione con quelle del prefetto di polizia di Parigi, Michel Delpuech, che lo scorso luglio aveva detto ai deputati di aver personalmente rilasciato l'autorizzazione a Benalla, “in relazione al suo incarico“. La commissione d'inchiesta del Senato ha voluto ascoltare anche Vincent Crase, il gendarme presente con Benalla alle manifestazioni dello scorso 1 maggio, e Yann Drouet, ex capo gabinetto del prefetto di polizia di Parigi. 

Se vuoi commentare l'articolo manda una mail a questo indirizzo: scriviainterris@gmail.com
Avviso: le pubblicità che appaiono in pagina sono gestite automaticamente da Google. Pur avendo messo tutti i filtri necessari, potrebbe capitare di trovare qualche banner che desta perplessità. Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori.