Barnier: “Sdrammatizzare sui backstop in Irlanda”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 16:06

Il tempo stringe, vola, è tiranno, ma io penso che quello che ci rimane è sufficiente per trovare un accordo”. Ne è sicuro Michel Barnier, capo negoziatore dell'Unione euorpea per la Brexit e reduce dal primo incontro con il nuovo pari ruolo del Regno Unito, Dominic Raab. Parlando in conferenza stampa, Barnier ha ribadito di lavorare “facendo affidamento sulla scorta delle decisioni del Consiglio europeo che sono molto precise e non negozio sul Libro Bianco. Quello che intendo fare è cercare con i britannici i terreni di intesa comuni. In autunno saremo pronti per fare un punto, ho fiducia in Tusk che organizza i lavori”. La data limite, spiega, non andrà oltre “ottobre-novembre per trovare un accordo per iniziare il processo di ratifica in tempo”. Di sicuro, quindi, l'eventuale presa di coscienza di un mancato accordo sulla Brexit arriverà prima di dicembre.

Accelerare sull'Irlanda

I mesi, dice Barnier, ancora ci sono. Il problema è che, per trovare un'intesa e avere al contempo i tempi tecnici per formalizzare il tutto, l'eventuale accordo dovrà essere trovato di qui a stretto giro. E a spiegarlo è lo stesso capo-negoziatore per la Brexit: “Se si prende il conto alla rovescia di un'uscita fissata dal Regno Unito il 29 marzo 2019 servono alcuni mesi per il tempo della ratifica, che sono incompressibili. Se si sottraggono questi mesi, l'accordo deve essere trovato o la constatazione che non c'è accordo sarà fatta prima del mese di dicembre”. Va da sé che, per rispettare tale limite, sarà necessario sciogliere tutti i nodi, non ultimo quello irlandese: “Tutti i membri del Consiglio affari generali hanno insistito sul fatto che abbiamo l'obbligo di trovare soluzioni operative sull'Irlanda. Non vogliamo una frontiera dura. Invito tutti a sdrammatizzare il problema dei controlli sul backstop”. Quello che serve, spiega, è “un accordo operativo”. Per questo  “siamo aperti a qualunque soluzione purché siano praticabili e in tempo utile per il recesso”. E avvisa: “Siamo pronti ad accettare anche un 'no deal' e ci prepariamo a qualunque livello”.

Le prospettive dei 27

A seguito degli avvertimenti lanciati ieri dal Consiglio europeo ai 27, arrivano gli inviti ad accelerare i tempi da parte di alcuni dei capi di governo dei Paesi membri, a cominciare dalla Francia: “Sulla Brexit dobbiamo avanzare sull'accordo perché è già tardi e abbiamo bisogno di avere certezze in particolare sull'Irlanda e su quella che sarà la situazione futura”, ha detto il ministro francese per gli Affari europei, Nathalie Loiseau. Sulla stessa linea anche il ministro austriaco Gernot Blumel: “La presidenza austriaca prende la questione Brexit in modo serio, oggi discutiamo con Barnier alcune questioni come la nuova proposta del governo britannico sul Libro Bianco, e ho appena assicurato a Barnier che ci atteniamo alle linee che abbiamo preso e che siamo pronti a garantire l'unità dei 27 e a sostenerlo in piena unità”. E ancora, il ministro tedesco Michael Roth: “Siamo consci della situazione attuale, nessuno vuole punire i britannici ed il governo britannico, ma alla fine stiamo negoziando sulla base delle linee guida, che non sono linee rosse, ma siamo impegnati su queste linee per i prossimi negoziati, il tempo si sta esaurendo e io sono un po' nervoso”.

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