Ban Ki-moon condanna l’Isis: “La distruzione di Nimrud è un crimine di guerra”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:10

“La distruzione intenzionale del patrimonio culturale comune è un crimine di guerra e un attacco contro l’umanità”, ha detto ieri il Segretario Generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon. L’Onu condanna duramente quanto avvenuto alla millenaria città assira Nimrud, rasa al suolo da parte dei militanti dello Stato Islamico . Ban Ki-moon Onu si è detto profondamente preoccupato per quello che sta accadendo in Iraq e ha invitato i leader politici e religiosi a condannare questi atti di terrore, le violazioni del diritto umanitario e i continui attacchi alle opere d’arte dell’area. A Nimrud, che si trova a circa 40 chilometri da Mosul, la città occupata dal Califfato islamico di Abubakr al Baghdadi, i miliziani dell’Is hanno raso al suolo con una colonna di bulldozer il sito archeologico, considerato patrimonio dell’umanità. E’ stato il ministero del Turismo e delle Antichità irachene a dare la notizia dello scempio con un post sulla sua pagina Facebook. Quanto accaduto “costituisce un crimine di guerra”, denuncia in un comunicato anche la direttrice generale dell’Unesco, Irina Bokova. Non ci sono ancora dettagli sull’estensione dei danni, ma le autorità governative irachene affermano che l’Isis continua “a sfidare la volontà del mondo e i sentimenti dell’umanità”.

“Questi attacchi a siti antichi o a musei e opere d’arte hanno lo scopo anche di finanziare la guerra dell’Isis” afferma Jack Green, capo curatore del Museo Istituto Orientale presso l’Università di Chicago e esperto di arte iracheno. “Solo i manufatti più grandi e le sculture vengono distrutti sul posto, mentre le opere o pezzi di queste che possono essere trasportate vengono venduti dal gruppo per finanziarsi”. Nimrud era una delle quattro principali capitali assire che praticavano la medicina, l’astrologia, l’agricoltura e il commercio e ha anche prodotto alcuni dei primi scritti della civiltà. “E considerata la culla della civiltà occidentale, per questo motivo questa perdita è così devastante”, ha osservato Suzanne Bott, direttore del progetto per la conservazione del patrimonio per l’Iraq e l’Afghanistan dell’Università dell’Arizona e che ha lavorato a Nimrud per due anni tra il 2008 e il 2010 per il Dipartimento di stato Usa come parte di una collaborazione tra Stati Uniti e Iraq.

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