Avramopoulos: “Con azioni unilaterali Schengen a rischio”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 15:00

Le azioni unilaterali dei Paesi europei su libertà e asilo mettono a rischio Schengen e la libera circolazione. Lo ha fatto capire il commissario Ue agli Affari Interni, Dimitris Avramopoulos, durante una conferenza stampa nella quale sono state illustrate le proposte dell'esecutivo comunitario in vista del mini-summit di domenica su immigrazione e asilo e del Consiglio europeo del 28 e 29 giugno.

Monito

“Le misure unilaterali sull'immigrazione non sono una risposta“, ha detto Avramopoulos: “Non solo non funzionerebbero, ma danneggerebbero tutto ciò che l'Unione Europea ha costruito negli ultimi 60 anni, e più di tutto Schengen e la libera circolazione”. Avramopoulos ha sottolineato che le politiche europee stanno funzionando. “I numeri degli arrivi sono sotto i livelli pre-crisi“, ha spiegato il commissario. In Grecia sono stati registrati il 97% di sbarchi in meno rispetto al periodo 2015-2016. In Italia il numero di arrivi dall'inizio dell'anno e' sceso del 77% rispetto allo stesso periodo del 2017.

I cinque punti

Avramopoulos ha comunque indicato cinque settori in cui l'Ue e i suoi Stati membri devono fare di più. Per prima cosa è necessario “trovare un accordo su tutte le componenti per rafforzare sistema di asilo europeo prima della fine dell'anno”, ha spiegato Avramopoulos dicendosi “convinto che sia possibile” trovare un compromesso su Dublino e sugli standard comuni di asilo. Secondo, gli Stati membri devono “aumentare i rimpatri e assicurasi che le decisioni di rimpatrio siano eseguite”. Terzo, l'Ue e le capitali devono “fare di più per affrontare le cause alla radice delle migrazioni”, in particolare finanziando il Trust Fund per l'Africa. Quarto, Avramopoulos ha indicato la necessità di arrivare a un “rapido accordo” tra i 28 sullo stanziamento di una seconda tranche da 3 miliardi di aiuti per i rifugiati in Turchia, come previsto dall'accordo con Ankara del marzo 2016. Quinto, l'Ue deve “fare di più per proteggere le frontiere esterne” in particolare rafforzando le capacità dell'Agenzia dei Guardia Frontiera e Coste Europei. 

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