Attentato davanti ad un hotel, ci sono 17 morti

ULTIMO AGGIORNAMENTO 16:35

Non si sa ancora il bilancio certo delle vittime, ma l'esplosione di tre autobombe a Mogadiscio, capitale somala, sembra aver provocato la morte di almeno 17 persone.

L'attacco

Da quanto riportato dall'agenzia Arab New, sembrerebbe essersi trattato di un attentato suicida avvenuto nei pressi dell'Hotel Sahafi, nel quartier generale per le indagini sulla criminalità. Dopo l'attacco kamikaze, ci sono stati spari di reazione. La città è già stata in passato teatro di attentati compiuti dal gruppo terrorista Al Shabab collegato ad Al Qaida.  Uno degli attacchi suicidi più gravi si verificò il 14 ottobre 2017 quando fu fatto scoppiare un camion pieno di esplosivi in ​​un incrocio affollato sempre a Mogadiscio. Morirono 600 persone, di cui 100 bambini. L'esplosione provocò sul terreno un cratere imponente. 

Dalla festa al lutto

Una tragica notizia che arriva proprio in un giorno che si era aperto positivamente per la Somalia: proprio oggi, infatti, sono ripresi i collegamenti aerei Addis Abeba e Mogadiscio. I voli erano stati sospesi negli anni Settanta per via della guerra scoppiata tra Etiopia e Somalia sul controllo della regione dell'Ogaden. 

Al Shabab

Al Shabab è uno dei gruppi jihadisti più feroci del Corno d'Africa: si formò durante la resistenza all'esercito etiope che nel 2006 invaso la Somalia a sostegno del governo federale di transizione somalo. Il gruppo terrorista ha colpito anche in Kenia. Nel settembre 2013 gli islamisti somali furono protagonisti dell'attentato al centro commerciale Nakumatt Westgate di Nairobi. Un'azione criminale con ostaggi che portò alla morte di 67 persone e 175 feriti. L'anno successivo,gli uomini di Al Shabab colpirono sempre in Kenya, nell'area di Mandera, nei pressi della frontiera con la Somalia, con un sanguinoso attacco contro un autobus, provocando in quell'occasione la morte di 28 persone. Generalmente, gli obiettivi principali degli attacchi del gruppo terrorista somalo sonoi dipendenti delle Nazioni Unite e dell’Unicef. Di queste organizzazioni si contesta soprattutto l'aiuto che viene dato alla popolazione e che va a svantaggio delle bande islamiste: la povertà diffusa e il malcontento verso il governo, infatti, sono una delle motivazioni centrali che spingono molti giovani ad aderire al gruppo terrorista.

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