Attacco ad Abqaiq, Trump avvisa Teheran

ULTIMO AGGIORNAMENTO 3:53

Molte opzioni sul tavolo”. Ne parla in questi termini, Donald Trump, della possibilità di replica all'Iran, indicato dall'Arabia Saudita come indiscutibilmente responsabile dell'attacco al complesso petrolifero di Abqaiq, avvenuto qualche giorno fa via drone. Il portavoce del ministero della Difesa saudita, Turki al-Maliki, nel corso di un incontro in cui sono stati mostrati i resti dei vettori che hanno colpito le raffinerie assestando una dura botta a tutto il sistema di produzione del greggio di Riyad, ha fatto sapere che il Paese ritiene Teheran unico responsabile e che sono in corso accertamenti per determinare la base di lancio dei droni che, secondo al-Maliki, non è in Yemen ma sarebbe da individuare a nord. Dichiarazioni che non sono piaciute dalle parti di Teheran, con il consigliere del presidente Rouhani, Hesameddin Ashena, che ha commentato la conferenza via Twitter spiegando come questa abbia “dimostrato che l'Arabia Saudita non sa nulla su dove i missili e i droni siano stati costruiti o da dove siano stati lanciati, né ha saputo spiegare perché il sistema difesa del Paese non è riuscito a intercettarli”.

Trump temporeggia

Il sasso, però, è stato abbondantemente lanciato, innescando una prevedibile reazione a catena. Donald Trump ha già fatto sapere che sulla Resolute dello Studio Ovale “ci sono molte opzioni” e, nondimeno, “c'e' anche l'ultima opzione”, nonostante in un tweet arrivato pochi minuti prima di tali dichiarazioni (rilasciate ai reporter fuori dalla Casa Bianca) affermasse che la decisione di non colpire l'Iran fosse stato “un segno di forza” da parte di Washington. A suscitare qualche dubbio in Trump potrebbe essere stata l'esternazione del senatore repubblicano Lindsey Graham, secondo il quale la provvisoria linea morbida adottata dagli Stati Uniti sarebbe stata vista “chiaramente come un segno di debolezza dal regime iraniano”. Nel frattempo, il Tycoon ha avuto un colloquio telefonico con Borsi Johnson, nel quale si sarebbe discussa una possibile reazione congiunta visto che ormai, al netto della mancanza di prove inconfutabili, Teheran ha tutti gli occhi puntati addosso.

Se vuoi commentare l'articolo manda una mail a questo indirizzo: [email protected]
Avviso: le pubblicità che appaiono in pagina sono gestite automaticamente da Google. Pur avendo messo tutti i filtri necessari, potrebbe capitare di trovare qualche banner che desta perplessità. Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori.