Attacchi sonori: nuova allerta dell'ambasciata Usa

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:16

Nuovo allerta sanitario diramato dall'ambasciata americana a Pechino per i presunti attacchi sonori subiti da alcuni rappresentanti diplomatici Usa. La nota invita a contattare il proprio medico laddove si manifestino “sintomi o eventi insoliti, inspiegabili, fenomeni uditivi o sensoriali o altri problemi di salute”. E' il secondo allerta del genere in due settimane e arriva dopo che alcuni dipendenti del governo statunitense sono stati evacuati dal Paese nel timore che possano essere stati colpiti da una misteriosa malattia.

Malesseri

I sintomi a cui occorre stare attenti, fa sapere adesso la legazione diplomatica, sono “le vertigini, il mal di testa, il tinnito, l'affaticamento, i problemi cognitivi, i disturbi della vista, quelli auricolari o anche la perdita dell'udito, i disturbi del sonno”. L'ambasciata invita tutti a “non tentare di individuare la fonte della sensazione uditiva non identificata”. 

Rimpatriati

Il Dipartimento di Stato ha annunciato giovedì il rimpatrio di alcuni membri del suo staff presso le rappresentanze diplomatiche nel Paese asiatico che avevano accusato sintomi misteriosi, simili a quelli riportati da alcuni loro colleghi l'anno scorso a Cuba. L'anno scorso, infatti, 24 diplomatici americani e i loro familiari a nell'isola caraibica rimasero vittime di misteriosi “attacchi” che provocavano anche lesioni cerebrali. Questi sono stati talvolta descritti come “sonori” anche se la loro causa non è stata chiarita, e nemmeno i possibili autori. Anche 10 diplomatici canadesi e i loro familiari avevano segnalato gli stessi sintomi tanto che il dipartimento di Stato americano il mese scorso ha inviato un team di medici nella città di Guangzhou.

Rapporti difficili

La misteriosa vicenda cade in un momento molto delicato nelle relazioni tra gli Stati Uniti e la Cina, con le due potenze che si fronteggiano sui dazi commerciali e sulle rivendicazioni territoriali nel Mar Cinese Meridionale. Il Dipartimento di Stato non ha accusato alcun Paese o organizzazione, mentre il ministero degli Esteri cinese ha detto che la propria inchiesta non ha dato alcun risultato.

Se vuoi commentare l'articolo manda una mail a questo indirizzo: scriviainterris@gmail.com
Avviso: le pubblicità che appaiono in pagina sono gestite automaticamente da Google. Pur avendo messo tutti i filtri necessari, potrebbe capitare di trovare qualche banner che desta perplessità. Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori.