Assange ricoverato in ospedale

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:05

Julian Assange, fondatore di Wikileaks, è stato trasferito nel reparto ospedaliero del penitenziario di Belmarsh, nel Regno Unito, dove è detenuto dal mese scorso dopo essere stato arrestato dalla polizia britannica. Lo riferisce in una nota la stessa organizzazione che su Twitter ha espresso “grave preoccupazione” per la salute del giornalista 47enne.

Il comunicato

“La salute di Assange era già molto peggiorata dopo sette anni trascorsi nell'ambasciata ecuadoriana, in condizioni incompatibili con i diritti umani fondamentali. Durante le sette settimane a Belmarsh, la sua salute ha continuato a peggiorare e ha drammaticamente perso molto peso. La decisione delle autorità penitenziarie di trasferirlo nel reparto ospedaliero parla da sé”, si sottolinea nel comunicato. Tuttavia, fonti hanno detto che Assange ha ricevuto la stessa quantità di cibo degli altri prigionieri e mangia normalmente.

La vicenda

Espulso lo scorso aprile dall’ambasciata dell’Ecuador a Londra, dove aveva vissuto per sette anni come rifugiato politico per evitare l'estradizione in Svezia dove era accusato di stupro, Assange sta scontando una pena di 50 giorni di carcere per violazione della libertà condizionata nel 2012. Proprio oggi sarebbe dovuto intervenire in videoconferenza all'udienza sulla richiesta di estradizione presentata dagli Stati Uniti, che gli contestano 18 capi d'accusa, ma il legale Gareth Peirce ha spiegato al giudice Emma Arbuthnot che il fondatore di Wikileaks “era troppo malato” per partecipare. L'udienza di oggi davanti al tribunale di Westminster è la prima dal 2 maggio, quando le autorità Usa hanno presentato la richiesta di estradizione. La prossima è stata fissata per il 12 giugno.

 

Se vuoi commentare l'articolo manda una mail a questo indirizzo: [email protected]
Avviso: le pubblicità che appaiono in pagina sono gestite automaticamente da Google. Pur avendo messo tutti i filtri necessari, potrebbe capitare di trovare qualche banner che desta perplessità. Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori.