Antisemitismo tra i Lab: indaga Scotland Yard

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:06

Indagine in corso di Scotland Yard su possibili casi di antisemitismo all'interno del partito laburista. A far scattare l'inchiesta un dossier consegnato dalla Lbc al commissario Cressida Dick lo scorso settembre. 

Dossier

Nel consegnare il plico, ha spiegato un portavoce della polizia metropolitana di Londra, “il denunciante ha affermato che la documentazione contenuta al suo interno includerebbe anche prove di reati di odio antisemita“. I file “sono stata esaminati da uffici specializzati ed è stata avviata un'indagine in relazione ad alcuni documenti rinvenuti”. Sulla vicenda è stato allertato anche il Servizio di procura della Corona.  

Messaggi sospetti

La Lbc è entrata in possesso del dossier, dal quale, spiega il Guardian, emergerebbero almeno 45 casi di messaggi di contenuto antisemtita postati sui social network da membri del partito laburista. Tra questi, uno in particolare, dice: “Elimineremo gli ebrei che sono un cancro per tutti noi”. La stessa emittente aveva in precedenza trasmesso il materiale all'ex alto funzionario di polizia Mak Chisty, il quale ha affermato che 17 casi meritavano un approfondimento da parte delle forze dell'ordine, mentre 4 integravano già possibili casi di razzismo nei confronti degli ebrei. Tra questi ultimi rientra il messaggio citato. Il secondo messaggio sospetto consiste nella condivisione di un link che rimanda a un blog probabilmente antisemita. Nel terzo di fa riferimento a “un parlamentare estremista sionista … che odia le persone civili, in procinto di ottenere un buon calcio”. Nel quarto si parla di insulti razzisti contro un ragazzino, definito “un ragazzo ebreo”. Lo stesso membro del Lab avrebbe poi chiamato “scimmia di cioccolato” una bambina di 6 o 7 anni.

Lab

Il partito guidato da Jeremy Corbyn – che per l'aperto sostegno alla causa palestinese è stato più volte accusato di antisemitismo – ha fatto sapere di non essere stato contattato dalla polizia ma di essere pronto a collaborare all'inchiesta. “Abbiamo un sistema interno che ci consente di indagare sulle denunce riguardanti presunte violazioni dello statuto da parte dei nostri membri – ha spiegato un portavoce – se qualcuno crede di essere stato vittima di un reato deve denunciarlo alla polizia“. 

 

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