Al via il processo contro Segev

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E'iniziato in Israele il processo all'ex ministro dell'Energia, Gonen Segev, incriminato per spionaggio a favore dell'Iran. Segev, in particolare, avrebbe consegnato a Teheran “decine di documenti” per danneggiare la sicurezza dello Stato ebraico. 

Le accuse

Secondo il quotidiano israeliano Haaretz, l'ex ministro è accusato di aver lavorato per i servizi di intelligence iraniani dal 2012 e di aver incontrato diverse spie di Teheran in vari di Paesi del mondo. Segev sarebbe addirittura andato nella Repubblica Islamica per vedersi con i funzionari dei servizi iraniani e fornire loro informazioni su Israele. Lo scorso mese, Mohammad Bagher Nobakht, collaboratore politico del presidente iraniano, Hassan Rohani, ha smentito le accuse che Segev sia mai stato un agente di Teheran. “Il regime sionista usa ogni strumento per incolpare la Repubblica islamica dell'Iran”, ha detto Nobakht. “Non è chiaro di cosa si tratta, ma dobbiamo ignorarlo”.

Detenuto

L'uomo si trova attualmente nel carcere di Gilboa, in Cisgiordania. Segev è stato arrestato a maggio con l'accusa di aver “commesso il reato di assistenza al nemico in tempo di guerra e spionaggio contro lo stato di Israele”. Segev è stato ministro dell'Energia dal 1995 al 1996 nel governo di Yitzhak Rabin e poi in quello di Shimon Peres formatosi dopo l'assassinio del premier. Pediatra, oggi 62enne ha vissuto in diversi anni in Nigeria; e' stato arrestato al suo rientro in Israele dopo che gli era stato vietato l'ingresso in Guinea Equatoriale alla luce del suo passato criminale Nell'aprile 2004, l'ex ministro era già stato arrestato per contrabbando di ecstasy dai Paesi Bassi e per aver falsificato il proprio passaporto diplomatico. Segev fu condannato per traffico di stupefacenti, contraffazione e frode nel commercio elettronico. 

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