Aereo ucraino si schianta appena dopo il decollo da Teheran: 170 morti

ULTIMO AGGIORNAMENTO 6:41

Tragedia all'aeroporto internazionale di Teheran, “Imam-Khomeini”, in Iran. Un Boeing 737 della Ukraine Airlines diretto a Kiev è precipitato al suolo dopo il decollo dall'aeroporto della capitale iraniana. A bordo c'erano 180 persone, tra equipaggio e passeggeri. Nessuno si sarebbe salvato, come riferisce la tv di stato iraniana. Gran parte dei passeggeri a bordo del Boeing 737 della Ukraine International Airlines precipitato stamane poco dopo il decollo dall'aeroporto di Teheran erano iraniani: lo ha detto all'agenzia di stampa Irna Qassem Biniaz, un funzionario del ministero delle Infrastrutture stradali iraniano. Secondo le ultme informazioni, infatti, l'aereo della Ukraine International Airlines è precipitato stamane poco dopo il decollo a causa di un incendio ad un motore. Lo ha detto all'agenzia di stampa Irna Qassem Biniaz, un funzionario del ministero delle Infrastrutture stradali iraniano.

Aiuti inutili

Diverse squadre di soccorso sono state immediatamente inviate verso il luogo dell'impatto, come riferisce il portavoce dell'aviazione civile iraniana, Reza Jafarzadeh, il quale ha spiegato che non appena giunti sul posto, gli operatori si sono immediatamente resi conto che per le persone a bordo del velivolo non c'era più niente da fare. “Le fiamme sono così forti che non possiamo compiere alcun intervento di salvataggio, abbiamo 22 ambulanze, quattro ambulanze-bus e un elicottero sul posto”, ha spiegato Jafarzadeh. Un portavoce dell’aviazione civile ha affermato che una squadra investigativa è giunta sul luogo dello schianto nella periferia sud-occidentale di Teheran. Sui social network, ed in particolare su Twitter, poco dopo l'incidente sono state pubblicate le prime istantanee scattate sul luogo dell'immane catastrofe: nelle immagini, si vedono molti rottami di piccole dimensioni sparpagliati nella campagna. L’incidente è avvenuto poche ore dopo che l’Iran ha lanciato l’attacco missilistico contro le due basi in Iraq che ospitavano le forze statunitensi in rappresaglia per l’uccisione del Guardiano rivoluzionario, il generale Qassem Soleimani. Ma, da quantoemerso, l'incidente non avrebbe nulla a che vedere con la situazione nel vicino Iraq.

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