Attacco combinato di Stati Uniti e Israele contro l’Iran, tensione nel Golfo e morte della Guida Suprema Khamenei. Il Ministro degli Esteri, Antoni Tajani, riferisce in Parlamento: nessun italiano coinvolto, attivata task force per assistere oltre 70mila connazionali nella regione.
Attacco combinato di Usa e Israele e informazione agli alleati
“Sono ore difficili nelle prime ore di sabato Usa e Israele hanno deciso per un attacco combinato nei confronti dell’Iran. Ribadisco che Usa e Israele in autonomia e nella riservatezza hanno deciso di agire”. “Voglio dirlo con chiarezza – prosegue Tajani – Stati Uniti e Israele hanno deciso in autonomia e nella riservatezza quando intervenire. Francesi e inglesi hanno riferito pubblicamente di non aver ricevuto alcun avvertimento preventivo. Noi, come i tedeschi e i polacchi, siamo stati informati, ad operazione iniziata. Io come ho subito riferito al Presidente del Consiglio sono stato contattato dal Ministro degli Esteri Saar che mi ha informato di quanto stava avvenendo”.
Audizione in Parlamento e appello all’unità politica
Lo afferma ministro degli Esteri Tajani, nel corso dell’audizione nelle commissioni congiunte di Camera e Senato sulla situazione in Iran e nel Golfo. “I nostri connazionali nella regione sono la nostra priorità assoluta e voglio ribadire l’appello alle forze politiche: deve prevalere l’unità, la responsabilità e l’equilibrio, è quello che ci chiedono i nostri concittadini”. “Francesi e inglesi hanno riferito pubblicamente di non avere ricevuto alcun avvertimento preventivo. Noi, come i tedeschi e i polacchi, siamo stati informati a operazioni iniziate. Io, come ho subito riferito al presidente del Consiglio, sono stato contattato dal ministro degli Esteri israeliano Sa’ar e informato di quanto stava accadendo”.
Attacco in corso e responsabilità dell’Iran
“Sono ore difficili e cariche di tensione per il Medio Oriente e per l’intera comunità internazionale. Nelle prime ore di sabato, Stati Uniti e Israele hanno lanciato un attacco combinato nei confronti dell’Iran, che prosegue anche in queste ore”. “Fino all’ultimo abbiamo sostenuto il dialogo e il negoziato. Ma l’Iran non ha mostrato segnali chiari di marcia indietro. Ha rigettato ogni forma di compromesso e di cooperazione con l’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica”. Così il ministro degli Esteri Antonio Tajani in audizione in Senato davanti alle commissioni Esteri e Difesa sulla situazione in Iran e nel Golfo, sottolineando che “l’irrigidimento iraniano ha contribuito alla degenerazione della situazione. Come dimostrano anche gli attacchi inaccettabili e insensati che Teheran ha lanciato contro i Paesi del Golfo, che non erano coinvolti nelle operazioni militari in Iran”.
Presenza degli italiani nella regione
“Nella regione sono al momento presenti oltre 70.000 connazionali tra presenze stabili (quasi l’80%) e temporanee. 30.000 circa solo a Dubai e Abu Dhabi. Residenti. Lavoratori. Militari. Turisti. Studenti. Pellegrini. In Israele vivono circa ventimila residenti con passaporto italiano. Negli Emirati Arabi Uniti, in Arabia Saudita, in Kuwait, in Oman e in Bahrein sono presenti comunità numerose. In Iran si trovano poco meno di cinquecento connazionali, quasi tutti residenti”.
Richieste di aiuto logistico e attivazione della rete diplomatica
“Per quanto ci riguarda ci hanno chiesto aiuto logistico i Paesi nel golfo, ne parlerà poi il ministro Crosetto, siamo pronti a fare tutti i passi parlamentari necessari”. “La rete delle nostre Ambasciate e dei Consolati nella regione si è subito messa in moto per offrire assistenza ai nostri connazionali. Sono in contatto costante con tutti i nostri Capo Missione nell’area, che ho sentito anche poco fa, per potervi offrire l’aggiornamento più puntuale possibile. L’Unità di Crisi e la Direzione Generale per i servizi ai cittadini all’estero sono operative senza sosta. Ho voluto costituire una Task Force Golfo composta da cinquanta persone dedicate esclusivamente all’assistenza dei connazionali. Rispondono al numero 0636225, con un centralino potenziato per rispondere alle telefonate. Ad oggi abbiamo gestito oltre 7000 chiamate e diverse migliaia di contatti email”.
Nessun italiano coinvolto e primi rientri
“La prima notizia positiva, che condivido con voi con un sentimento di profondo sollievo, è che non ci sono italiani coinvolti negli attacchi. Né civili né militari. Garantire la loro sicurezza è la priorità assoluta dell’azione del Governo”. “Proprio in queste ore l’Unità di Crisi sta favorendo l’organizzazione di altri voli da Mascate per favorire il rientro dei nostri connazionali, uno è partito poco fa”.
Volo speciale per studenti minorenni
“Vorrei condividere alcune buone notizie. Su nostra richiesta domani le Autorità emiratine metteranno a disposizione un volo speciale Abu Dhabi-Milano per il rientro del gruppo di circa 200 studenti minorenni che si trovano nel Paese”.
Situazione in Iran e piano di evacuazione
“In Iran non abbiamo ricevuto richieste di evacuazione. Siamo pronti a intervenire se necessario. Già da gennaio, su mie indicazioni, abbiamo alleggerito il personale dell’Ambasciata a Teheran e sono state aggiornate le procedure di evacuazione dei connazionali e del personale del Sistema Italia presente nel Paese. Nel caso in cui la situazione dovesse peggiorare, siamo preparati a organizzare un convoglio nel giro di qualche ora da Teheran. Sul lato azerbaigiano del confine sono già pronti degli autobus”.
Sicurezza dei militari italiani
“Per quanto riguarda i nostri militari, oltre trecento Ufficiali dell’Aeronautica si trovano nella base in Kuwait colpita da missili iraniani. Sono al sicuro nei bunker, e sono tutti incolumi. Anche in Iraq, vicino al Kurdistan iracheno, un missile è caduto a poca distanza da una base dove sono presenti militari italiani e americani. Non vi è stata alcuna conseguenza”. Così il ministro degli Esteri Antonio Tajani in audizione in Senato davanti alle commissioni Esteri e Difesa sulla situazione in Iran e nel Golfo, aggiungendo che “i nostri contingenti sono al sicuro in Libano, in Giordania e nelle altre aree di dispiegamento”.
Una crisi che potrebbe durare
“Questa crisi potrebbe non trovare una soluzione rapida. Potrebbe durare giorni. Forse settimane. Molto dipenderà dalle decisioni che verranno prese da Teheran e dalle dinamiche interne al regime”.
Trasferimenti assistiti tra Emirati e Oman
“Nella tarda serata di ieri un gruppo di 98 persone è transitato con successo dagli Emirati all’Oman con assistenza coordinata con le Ambasciate ad Abu Dhabi e Mascate”.
Stabilità regionale e tutela degli interessi italiani
“I nostri contingenti sono al sicuro in Libano, in Giordania e nelle altre aree di dispiegamento. Su questo riferirà più approfonditamente il Ministro Crosetto. Presidenti, colleghi, la stabilità di tutto il Medio Oriente allargato è un presupposto fondamentale per la sicurezza internazionale e la crescita globale, e un obiettivo prioritario dell’azione di politica estera del Governo. Gli sviluppi di questi giorni suscitano in tutti noi profonda preoccupazione. Ciò nonostante, lavoriamo con pazienza e determinazione. A tutela dei nostri connazionali e della libertà di navigazione. Delle nostre imprese, che rischiano di pagare un alto prezzo alla ingiustificata e sconsiderata reazione iraniana”.
Impegno del Governo per la diplomazia
“Il Governo italiano continuerà a fare la sua parte. Con lucidità. Con determinazione. Con senso di responsabilità. Crediamo nella diplomazia. Anche quando sembra difficile. Anche quando sembra lontana. Ogni crisi richiede il ricorso al dialogo e al negoziato. Continueremo a lavorare senza sosta perché quel momento arrivi il prima possibile”.
Morte di Khamenei e rappresaglie iraniane
“Nelle prime ore di sabato, Stati Uniti e Israele hanno lanciato un attacco combinato nei confronti dell’Iran, che prosegue anche in queste ore. Nelle operazioni militari, che mirano a cancellare la minaccia nucleare e balistica iraniana, risultano essere deceduti la Guida Suprema Khamenei e numerosi esponenti dei vertici militari e civili del regime degli Ayatollah. Il regime ha immediatamente intrapreso una serie di ingiustificate e inaccettabili rappresaglie nei confronti di tutti i Paesi del Golfo e, ieri, perfino contro una base britannica a Cipro. Sono state colpite indiscriminatamente infrastrutture civili come aeroporti e alberghi, luoghi di ritrovo e snodi turistici”.
Possibile punto di svolta per il Medio Oriente
“L’operazione condotta da Stati Uniti e Israele potrebbe segnare un punto di svolta per gli equilibri regionali e, speriamo, aprire la strada a un nuovo Medio Oriente di pace, sviluppo e crescita. Uno scenario in cui i molti conflitti che affliggono la regione, fra cui quello israelo-palestinese possano trovare una soluzione equilibrata e pacifica. L’obiettivo dell’azione in corso è l’eliminazione del rischio nucleare e missilistico rappresentato dal regime di Teheran. Una minaccia esistenziale, come hanno dimostrato anche i fatti di questi ultimi giorni, per la sicurezza non solo di tutta la regione, ma anche dell’Europa”.
Attacco con drone a base cipriota
“Questa notte un drone iraniano ha colpito la pista d’atterraggio di una base cipriota a Cipro e di una base britannica. Ha provocato per fortuna solo danni lievi, ma il messaggio è inequivocabile. Nessuno sarebbe al riparo da un Iran dotato di missili oltre che dell’arma atomica”.
Unità del G7 e coordinamento europeo
“L’unità del G7 è un elemento decisivo. Con il Segretario di Stato Rubio e con gli altri colleghi abbiamo condiviso la valutazione della minaccia rappresentata dal programma nucleare e missilistico iraniano. Ma abbiamo anche ribadito la necessità di contenere la crisi. Anche con i Ministri degli Esteri dell’Unione Europea abbiamo concordato di lavorare in modo coordinato per evitare un’estensione del conflitto e per sostenere ogni iniziativa utile alla stabilità regionale. Possiamo contare sulle missioni navali ASPIDES e ATALANTA, di stanza nel Mar Rosso per proteggere il traffico commerciale dagli attacchi degli Houthi. Missioni in cui l’Italia è schierata in prima linea, a difesa della libertà di navigazione, che è vitale per le nostre imprese”.
Sanzioni europee e prospettive di transizione in Iran
La brutale repressione delle manifestazioni dello scorso dicembre, con migliaia di vittime, aveva già portato l’Unione europea a imporre nuove sanzioni e all’inserimento dei Pasdaran nella lista delle organizzazioni terroristiche. Una volta conclusa la fase più complessa, occorrerà lavorare con determinazione per favorire una transizione in Iran che sia pacifica e rispettosa delle aspirazioni del popolo iraniano”.
Fonte Ansa

