L’Ema sottoporrà a valutazione il vaccino cinese Sinovac

L'efficacia del preparato è stata riconosciuta come bassa dalle autorità cinesi. Ieri un alto funzionario dell'Oms aveva parlato dell'ipotesi di inserire Sinovac e Sinopharm nella lista per l'uso d'emergenza

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:25

Con una nota l’Agenzia europea per i medicinali (Ema) ha comunicato l’avvio della procedura di revisione continua per il vaccino cinese Sinovac, che si basa sui risultati preliminari e gli studi clinici, anche se non sono ancora stati resi pubblici i risultati della fase tre della sperimentazione del vaccino. La richiesta di valutazione è stata presentata dall’azienda farmaceutica italiana LifeOn, con sede a Pomezia, ramo specializzato nei vaccini del gruppo Orofino. La procedura potrebbe essere il primo passo all’approvazione all’uso nel blocco dei 27 Stati membri dell’Unione europea. L’Ema ha dichiarato che non è stata ancora presentata nessuna domanda di autorizzazione all’immissione in commercio per il Vero Cell Inactived – questo il nome del preparato cinese -, prodotto di cui le stesse autorità della Repubblica popolare hanno ammesso la scarsa efficacia e che è finito al centro del cosiddetto “paradosso cileno”. Nel paese sudamericano, infatti, nel 93% delle somministrazioni era stato usato il siero cinese, ma morti e contagi non si erano fermati.

Protezione al 50%

Gli esperti europei, che hanno già approvato quattro vaccini, valuteranno nel corso della revisione progressiva la conformità del Vero Cell agli standard Ue in termini di efficacia, sicurezza e qualità, verificando i dati via via che diventeranno disponibili per capire se i benefici sono maggiori dei rischi. La procedura proseguirà finché, scrive l’Ema, “finché non ci saranno prove sufficienti per una domanda di autorizzazione al commercio”, specificando che al momento non si possono prevedere le tempistiche. Il vaccino è stato studiato in diversi Paesi, oltre alla Cina, ed è usato in alcuni di questi come Brasile, Turchia e Cile. Per i ricercatori cileni la sua protezione dal contagio è del 54% circa, poco più alta di quanto stimata dai brasiliani (50,4%). Il vaccino cinese in questione contiene il virus del Covid inattivato, cioè ucciso, quindi non può causare la malattia. Il Vero Cell contiene un “adiuvante“, una sostanza che aiuta a rafforzare la risposta immunitaria al vaccino.

La decisione dell’Oms

La comunicazione dell’Agenzia europea dei medicinali segue di un giorno l’annuncio di un alto funzionario dell’Organizzazione mondiale della sanità che l’Oms dovrebbe decidere nel corso di questa settimana se approvare due vaccini anti-Covid cinesi per uso emergenziale. Sarebbe la prima volta che un vaccino cinese entra nella lista dell’uso di emergenze dell’agenzia sanitaria delle Nazioni unite. Questa scelta potrebbe avere come effetto quello di aprire all’uso di quei vaccini cinesi già somministrati al di fuori della Repubblica popolare. Il vicedirettore generale per l’accesso ai medicinali, ai vaccini e ai prodotti farmaceutici dell’Onu Mariangela Simao ha detto che devono ancora essere presi alcuni accordi prima del parere cruciale sul team di consulenza tecnica dell’Oms sui vaccini cinesi Sinovac e Sinopharm.

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