Il diritto alla vacanza, troppo spesso considerato un lusso, rappresenta invece un elemento fondamentale del benessere individuale e familiare, soprattutto per le persone con disabilità e i loro cari. Trascorrere un periodo di svago e relax in un contesto accessibile, sereno e stimolante non è solo un’opportunità di evasione dalla routine quotidiana, ma una vera e propria esperienza di inclusione, socialità e rigenerazione psico-fisica. Per le famiglie che affrontano ogni giorno sfide legate alla disabilità, la possibilità di vivere momenti di normalità, lontano da strutture sanitarie e percorsi assistenziali, è essenziale per recuperare energie, rafforzare i legami e sentirsi parte attiva della società. Tuttavia, barriere economiche, logistiche e culturali continuano a ostacolare l’accesso al turismo per molti. Progetti come “Anche io a Disneyland Paris”, promossa tra gli altri da “Nessuno è Escluso”, intendono offrire una risposta concreta a queste esigenze, affermando con forza che il diritto alla vacanza è un diritto di tutti, senza esclusioni. Interris.it, in merito a questa esperienza, ha intervistato Fortunato Nicoletti, vicepresidente di “Nessuno è Escluso” e padre caregiver.

L’intervista
Nicoletti, come nasce e quali obiettivi ha il progetto “Anche io a Disneyland Paris”?
“Il progetto ‘Anche io a Disneyland Paris’ è nato, come spesso accade, da un’esperienza vissuta in prima persona. L’anno scorso, grazie all’associazione Make-A-Wish, che si occupa di realizzare i sogni dei bambini, abbiamo avuto la possibilità di portare nostra figlia Roberta a Disneyland Paris. In quell’occasione abbiamo potuto verificare direttamente l’accessibilità del parco e l’attenzione dedicata alle persone con disabilità. Nel tempo, abbiamo quindi deciso di impegnarci affinché anche altri potessero vivere un’esperienza simile. Così, attraverso il camper del progetto Viaggio anch’io, abbiamo fatto un vero e proprio salto di qualità: non solo la possibilità di viaggiare in camper, ma anche, grazie alla collaborazione con Teo Story, la realizzazione di veri e propri soggiorni gratuiti a Parigi per bambini con disabilità e le loro famiglie. Di recente, inoltre, l’associazione Sofia nel cuore ci ha donato la somma di 15mila euro, che ci consentirà di offrire questa opportunità ad altre famiglie. È un progetto unico nel suo genere, che ci permette di concretizzare il diritto alla vacanza per le persone con disabilità e i loro cari”.
Guardando al futuro: quali sono i suoi desideri per lo sviluppo del progetto? In che modo, chi lo desidera, può supportare la vostra opera?
“In futuro, desideriamo entrare in contatto con un numero sempre maggiore di persone e aziende, per riuscire a sostituire il nostro camper, ormai un po’ datato, e garantire così a un numero crescente di famiglie e persone con disabilità il diritto alla vacanza e allo svago. Spero anche che, accanto al supporto dei privati, possano intervenire le istituzioni. Perché la cura non è solo sanitaria, ma anche, e soprattutto, sociale. Il coinvolgimento delle istituzioni e della società civile è quindi fondamentale. Chi desidera sostenere il progetto può farlo attraverso una donazione, visitando il sito dedicato”.

